Viaggi e sapori: la ricetta del caffè bianco libanese

caffè bianco libanese
Caffè bianco libanese

Ecco la ricetta di una bevanda tipica del Libano, il caffè bianco. Si chiama caffè, è caldo, viene servito in tazzina, aiuta la digestione ed è aromatico, ma a parte questo, il caffè bianco non ha nulla a che vedere con il nostro caffè. E soprattutto..è senza caffè!

Lo potete sorbire nei caffè di Beirut, in è conosciuto con il nome di “Qahwa Baida” e viene servito dopo i pasti. Preso di sera dovrebbe aiutare anche a conciliare il sonno ed è profumatissimo.

La cucina libanese, è considerata tra le migliori del Medio Oriente, ma è ancora poco conosciuta.

Il caffè bianco libanese è un piccolo esempio della raffinatezza e delicatezza che vengono servite sulla tavola libanese e la sua ricetta è molto semplice.

Questo caffè bianco è in realtà un infuso aromatizzato con acqua di fiori d’arancio. Il Libano, e soprattutto la zona a Nord di Kalamoun, è conosciuto infatti per i suoi aranceti che producono una pregiata e intensa acqua di fiori d’arancio.

Ecco come prepararlo

 

La ricetta del caffè bianco libanese

(dosi per 4 tazzine circa)

Ingredienti:

  • Acqua di fiori d’arancio:10 cl
  • Acqua calda: 4 tazzine
  • Zucchero a velo
  • Cardamomo (opzionale)

Far scaldare l’acqua assieme allo zucchero, mescolando e portando quasi a ebollizione

Aggiungere una bacca pestata di cardamomo e l’ acqua di fiori d’arancio (possibilmente quella libanese)

Mescolare e portare a bollore

Servire caldo e fumante

Potete secondo le vostre preferenze, sostituire all’acqua di fiori d’arancio altri aromi: come acqua di rose o aromatizzata all’anice.

Il caffè bianco, dopo un pasto, è un ottimo digestivo. Ecco il segreto per digerire senza problemi vagonate di hummus, falafel e insalata con la cipolla!!

 

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista dal lontano 2003!, lavoro in un'agenzia di comunicazione e mi occupo di viaggi e agroalimentare. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism. Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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