eclissi solare agosto dove vederla

Il Sole verrà coperto al 92%, ma sarà a due gradi dall’orizzonte. Ho calcolato, punto per punto, da dove in provincia lo si vede davvero fino al massimo — e la risposta ribalta l’istinto: il lago è il posto peggiore.

Mercoledì 12 agosto, alle 19.27 in punto, la Luna comincerà a mordere il bordo del Sole. A Varese il massimo dell’oscuramento arriverà alle 20.20, con il 92% del disco solare coperto. Il tramonto astronomico è previsto intorno alle 20.38, ma il Sole potrebbe sparire molto prima dietro montagne, colline o edifici, a seconda del punto da cui guardi: è tutto il senso di questo articolo. I dati di partenza sono dell’Osservatorio Astronomico G.V. Schiaparelli e del Centro Geofisico Prealpino.

La fase osservabile da Varese dura poco più di un’ora — l’eclissi in sé prosegue anche dopo, ma sotto il nostro orizzonte — e cade tutta nella fascia oraria in cui, di solito, in provincia si è a tavola.

La totalità, quella vera, non tocca l’Italia. La fascia d’ombra parte dall’Artico russo, attraversa la Groenlandia nord-orientale e l’ovest dell’Islanda, sfiora un piccolo lembo del nord-est del Portogallo, percorre il nord della Spagna e si spegne sulle Baleari. Dal Varesotto vedremo una parziale — spettacolare, ma parziale. Durante una totale il cielo diventa blu notte, compare la corona solare, gli uccelli smettono di cantare e si alza una brezza fredda. Durante una parziale, anche spinta come questa, la luce si ingrigisce e assume tonalità strane, metalliche, ma il Sole resta il Sole. È già moltissimo: a Varese di eclissi così non se ne vedevano dal 1999 (96% di copertura) e prima ancora dal 1961, quando il disco fu coperto per il 99%.

Una parentesi: perché si chiama così

L’allineamento fra Sole, Luna e Terra ha un nome tecnico che è anche una piccola meraviglia linguistica: sizigia, dal greco syzygía, “aggiogamento”, la stessa radice del giogo che teneva insieme i buoi. Tre corpi celesti messi in fila come animali allo stesso carro. Una configurazione di questo tipo si verifica a ogni novilunio, ma l’eclissi avviene soltanto quando la Luna nuova passa abbastanza vicino a uno dei nodi della sua orbita, cioè ai due punti in cui il piano dell’orbita lunare, inclinato di cinque gradi, incrocia quello dell’orbita terrestre. Il resto delle volte l’ombra passa sopra o sotto di noi, e non ce ne accorgiamo nemmeno.

Il vero problema non è il 92%: è l’altezza

Qui sta il punto che fa la differenza fra un’ottima serata e una delusione. Al momento del massimo, alle 20.20, il Sole si troverà a poco più di due gradi sull’orizzonte, in direzione ovest-nordovest (azimut 289°): il dato è dello Schiaparelli, e me lo confermano i miei conti. Due gradi sono più o meno quattro dischi solari impilati uno sull’altro: quanto basta perché una collina, una fila di pioppi, un capannone o il campanile del paese accanto ti cancellino l’eclissi. Lo segnala anche l’INAF: le mappe di visibilità non tengono conto della morfologia locale, e con il Sole così basso è proprio la morfologia a decidere tutto.

E allora la domanda diventa una sola, molto concreta: da dove, in provincia di Varese, si vede ancora il Sole alle 20.20?

Ho fatto i conti (davvero)

Non mi fidavo dell’occhio, così ho provato a calcolarlo. Ho preso la posizione del Sole minuto per minuto dalle effemeridi del Jet Propulsion Laboratory della NASA, e il modello digitale del terreno europeo EU-DEM, che descrive la quota del suolo con una maglia di 25 metri. Per una trentina di punti della provincia ho tracciato il profilo del terreno lungo la direzione esatta in cui si troverà il Sole, fino a 120 chilometri di distanza, tenendo conto della curvatura terrestre e della rifrazione atmosferica. Il risultato è l’altezza dell’orizzonte reale — non quello teorico — visto da ciascun punto. Dove la curva del Sole scende sotto quella dell’orizzonte, per te l’eclissi finisce.

Un avvertimento prima dei numeri: sono calcoli sul terreno, non sopralluoghi. Il modello conosce le montagne, non gli alberi, i palazzi e i tralicci davanti a casa tua. Prendili come una mappa di dove ha senso andare, non come una garanzia. In fondo all’articolo trovi il metodo completo e i suoi limiti.

Sono usciti tre risultati che non mi aspettavo.

1. Nessuno, in provincia, vede il Sole fino al tramonto sul calendario

Le 20.38 sono l’ora del tramonto astronomico, quella che vale su un orizzonte perfettamente piatto. Ma a ovest di Varese ci sono le Alpi. Anche dal punto migliore della provincia il Sole sparisce dietro le cime attorno alle 20.27, undici minuti prima. Dalla riva del lago, in certi casi, quarantacinque minuti prima.

2. Il Lago Maggiore è il posto peggiore

Questa è la sorpresa vera, e va contro ogni istinto. Verso ovest hai chilometri di acqua aperta, sembra la scelta ovvia. Il problema è cosa c’è dietro l’acqua: la sponda piemontese, le colline del Vergante, che si alzano a tre-otto chilometri di distanza. Da così vicino, un rilievo di 500 metri copre quattro o cinque gradi di cielo: il doppio di quanto serva per cancellare il Sole.

I numeri, seccamente: dalla riva del lago ad Angera il Sole sparisce alle 20.03; da Ranco alle 19.52; da Luino alle 19.55; da Monvalle alle 20.04. Tutti perdono il Sole prima del massimo. Chi mercoledì sera si metterà in coda sul lungolago vedrà una bella eclissi parziale, ma non vedrà il momento buono.

3. La pianura del Basso Varesotto è tra i posti migliori

E qui il ragionamento si ribalta. Da Gallarate, da Busto Arsizio, dalla piana attorno a Malpensa, l’orizzonte a ovest-nordovest non è una collina a cinque chilometri: è il massiccio del Monte Rosa a settanta-novanta chilometri. Ed è proprio la distanza a salvarti: da lì, anche una montagna di quattromila metri occupa meno di due gradi di cielo. Meno del Sole eclissato. Risultato: da Busto Arsizio e da Cardano al Campo il Sole resta visibile fino alle 20.25, cinque minuti buoni oltre il massimo.

La morale, se vuoi ridurla a una riga: quello che conta è quanto è alto l’orizzonte in direzione 289°, non quanto sei in alto tu. La quota aiuta, ma solo se verso ovest-nordovest non hai nulla davanti: un punto a mille metri con una montagna di fronte è peggio di un cortile in pianura con la vista libera. Le mezze misure — la collina panoramica a due passi dal lago — sono quelle che ti fregano.

La classifica, luogo per luogo

Ecco a che ora il Sole scompare dietro l’orizzonte reale, dai punti che ho calcolato. Il momento da battere è le 20.20, il massimo dell’eclissi. Ripeto l’avvertenza: sono coordinate di un punto rappresentativo per ogni località, e spostandosi di qualche centinaio di metri i valori cambiano — soprattutto dove l’ostacolo è vicino.

LuogoQuotaIl Sole sparisce alle
Osservatorio Schiaparelli, Campo dei Fiori1.212 m20.27
Busto Arsizio231 m20.25
Cardano al Campo, piana di Malpensa255 m20.25
Gallarate246 m20.24
Sasso del Ferro, vetta1.029 m20.23
Tornavento (Lonate Pozzolo)169 m20.23
Vizzola Ticino210 m20.23
Castiglione Olona / Castelseprio355 m20.22
Golasecca304 m20.22
Somma Lombardo, Parco del Ticino275 m20.22
Varese, centro città389 m20.22
Arsago Seprio286 m20.21
Campo dei Fiori, crinale ovest797 m20.21
Varese, la Schiranna248 m20.20
Travedona-Monate284 m20.19
Laveno-Mombello, lungolago209 m20.18
Sesto Calende205 m20.17
Monte Chiusarella527 m20.17
Ispra, lungolago224 m20.15
Vergiate / Corgeno276 m20.14
Angera, colle della Rocca265 m20.13
Cerro di Laveno271 m20.08
Porto Valtravaglia244 m20.08
Poggio Sant’Elsa, arrivo funivia di Laveno734 m20.07
Monvalle, lungolago191 m20.04
Angera, riva del lago191 m20.03
Luino, lungolago205 m19.55
Ranco, lungolago191 m19.52
Ternate, lago di Comabbio260 m19.51
Sacro Monte di Varese, terrazza785 mmai

Due sorprese che meritano una riga a parte

Il Sacro Monte non funziona. È il belvedere più amato di Varese, ma guarda a sud e a sud-ovest: verso ovest-nordovest ha davanti il massiccio del Campo dei Fiori, che dalla terrazza copre venticinque gradi di cielo. Il Sole eclissato non lo vedrai mai. Bellissimo per il panorama sulla pianura, inutile per l’eclissi.

Alla funivia di Laveno non basta arrivare in cima. La stazione di arrivo, Poggio Sant’Elsa, sta a 734 metri ma ha il pendio del Sasso del Ferro proprio davanti, a un centinaio di metri: perde il Sole alle 20.07. Bisogna salire fino alla vetta per guadagnare i sedici minuti che contano. È l’esempio perfetto del principio di prima: conta l’orizzonte, non la quota. E comunque gli impianti a quell’ora sono normalmente chiusi: verifica con i gestori prima di contarci.

All’Osservatorio Schiaparelli: il posto migliore, ma è tardi

I conti danno ragione agli astrofili: il punto migliore della provincia è proprio il Campo dei Fiori, dove il Sole resiste fino alle 20.27. L’Osservatorio Schiaparelli ha organizzato la serata giusta — accoglienza e osservazione del Sole ai telescopi dalle 17 alle 18, conferenza sulle eclissi e visita alle cupole dalle 18 alle 19, osservazione visuale dell’eclissi dalle 19.20 alle 20.35, occhialini certificati inclusi, 12 euro. Secondo il Centro Geofisico Prealpino, però, l’evento è al completo da settimane, e sempre secondo la stessa fonte una trentina fra soci e appassionati dell’Osservatorio è già in Spagna a preparare la strumentazione dentro la fascia di totalità.

C’è anche una complicazione logistica per chi pensasse di salire per conto proprio: dall’8 al 15 agosto c’è la Festa della Montagna degli Alpini e la strada è chiusa alle auto private dalle 9.30 al bivio Sacro Monte/Campo dei Fiori. Fanno eccezione moto, biciclette e i veicoli con contrassegno per persone con disabilità. Per tutti gli altri ci sono le navette, in partenza ogni 20 minuti davanti al Liceo Artistico, nella zona del Palazzetto dello Sport di via Manin (parcheggio gratuito), attive fino a mezzanotte, biglietto 1,60 euro. Trenta minuti fino al Grand Hotel Campo dei Fiori, poi altri 30-40 minuti a piedi in salita — circa 2,5 chilometri — per arrivare all’Osservatorio. Lo Schiaparelli raccomanda ai propri partecipanti di prendere la navetta non più tardi delle 16: è un’indicazione che vale anche per chi sale in autonomia.

E se non voglio muovermi?

Buone notizie, ed è la conseguenza più utile di tutta questa matematica: se abiti nella fascia fra Gallarate, Busto Arsizio, Somma Lombardo e Castiglione Olona, il posto migliore è probabilmente casa tua. Ti serve solo una finestra, un balcone o un tetto con vista libera verso ovest-nordovest. Nessuna coda, nessun parcheggio, e vedrai il massimo dell’eclissi meglio di chi avrà guidato un’ora per arrivare sul lago.

Il consiglio, del resto, arriva anche da chi le stelle le studia di mestiere: il Centro Geofisico Prealpino invita esplicitamente a restare a casa se si ha la vista giusta, per non intasare strade già piene di turisti ad agosto.

Il test da fare stasera

Comunque vada, il controllo più utile è anche il più banale: vai stasera o domani sera nel punto che hai scelto e guarda il Sole fra le 20.15 e le 20.25. In due giorni la sua posizione cambia di pochissimo. Non ti interessa solo dove tramonta: ti interessa capire se, quando è a due o tre gradi dall’orizzonte, il disco è ancora visibile da lì o è già finito dietro qualcosa. È l’unico modo per mettere alla prova i miei calcoli sulla tua strada di casa — e per scoprire il pioppo che il modello digitale del terreno non conosce.

Gli occhi: questa è la parte non negoziabile

Non guardare mai il Sole a occhio nudo, nemmeno ridotto a una falce, nemmeno basso sull’orizzonte, nemmeno “solo un secondo”. Servono occhiali specifici per l’osservazione solare, conformi alla norma internazionale ISO 12312-2 — quelli distribuiti dallo Schiaparelli sono dichiarati CE e conformi alla EN ISO 12312-2:2015. Non vanno bene gli occhiali da sole, per quanto scuri o polarizzati, né le lastre radiografiche, le pellicole affumicate o i CD. E non improvvisare con un vecchio vetro da saldatore di cui non conosci con certezza la gradazione: solo i filtri certificati di grado 12 o superiore sono considerati sicuri, e il vetro trovato in garage raramente lo è.

Un punto che si sottovaluta sempre, e che la NASA ribadisce esplicitamente: gli occhialini non bastano se guardi attraverso un binocolo, un telescopio o l’obiettivo di una fotocamera. Lo strumento concentra la luce e brucia il filtro — e l’occhio dietro. Con un’ottica serve un filtro solare specifico montato davanti all’obiettivo. Il danno alla retina è indolore e può essere permanente: sono le raccomandazioni ufficiali anche del Ministero della Salute. Gli occhialini costano pochi euro: se non li hai ancora, oggi sei ancora in tempo.

Promemoria per mercoledì 12 agosto

19.27 — primo contatto: la Luna inizia a intaccare il disco solare
20.20 — massimo: 92% di copertura, Sole a 2° sull’orizzonte ovest-nordovest
fra le 19.51 e le 20.27 — il Sole sparisce dietro i rilievi, prima o dopo a seconda di dove sei
20.38 — tramonto astronomico: vale su un orizzonte piatto, non da noi
Cosa portare: occhialini ISO 12312-2, una felpa (a quell’ora e a quella quota rinfresca), frontalino o torcia per il rientro
Da controllare la mattina stessa: le previsioni del Centro Geofisico Prealpino. Il Sole così basso è alla mercé di foschie e nuvole basse: è l’incognita vera di questa eclissi.

Se il cielo non collabora

Può succedere, e sarebbe un peccato ma non una tragedia. L’INAF trasmette una diretta streaming dalle 19.30, con immagini dall’Italia e della totalità dalla Spagna, e gli astrofili varesini partiti per la penisola iberica hanno promesso di far arrivare le loro fotografie. E poi c’è una data da segnare subito sul calendario dell’anno prossimo: 2 agosto 2027, un’altra eclissi, ancora più lunga.

Sono legata a questa storia più di quanto pensassi: la primissima spedizione scientifica di Salvatore Furia e dei soci fondatori dell’Osservatorio di Varese fu proprio l’osservazione dell’eclissi del 15 febbraio 1961, dal Monte Settepani in Liguria. Quella è stata l’ultima eclissi totale di Sole visibile dall’Italia. Sessantacinque anni dopo, mercoledì sera, saremo di nuovo tutti con il naso all’insù, questa volta a guardare verso ovest.

Se vuoi allargare lo sguardo oltre i confini della provincia, ho raccolto borghi e aree verdi di tutta Italia dove vedere l’eclissi, dalla Liguria di Ponente alla Sardegna. E mercoledì sera, se riesci a scattare qualcosa, mandamela: sono curiosissima di vedere che cosa avrà combinato quel Sole a due gradi dall’orizzonte sopra i nostri laghi.

Come ho fatto i calcoli, e cosa non dicono

Posizione del Sole: effemeridi JPL DE421 (NASA Jet Propulsion Laboratory), con altezza apparente corretta per rifrazione atmosferica standard. Terreno: EU-DEM v1.1, il modello digitale di elevazione europeo con maglia di 25 metri, interrogato lungo l’azimut solare in una sessantina di punti per ciascuna direzione, da 50 metri a 120 chilometri di distanza. L’altezza apparente di ogni punto del terreno tiene conto della curvatura terrestre e della rifrazione (raggio terrestre efficace k = 1,13). L’orario indicato è il momento in cui l’altezza del Sole scende sotto quella del rilievo più alto lungo la sua direzione. Il tramonto astronomico delle 20.38 per Varese città è calcolato con le stesse effemeridi.

I limiti, che sono importanti quanto i numeri. Il modello descrive il suolo nudo: non conosce alberi, edifici, tralicci, capannoni. Un filare di pioppi davanti a te cambia tutto e non compare in nessuna di queste righe. Le coordinate sono di un punto rappresentativo per ogni località: spostandosi di poche centinaia di metri i valori possono cambiare parecchio, soprattutto dove l’ostacolo è vicino. E soprattutto: questi numeri dicono se il Sole è geometricamente sopra l’orizzonte, non se lo vedrai. Foschia, nuvole basse e caligine estiva restano l’incognita più grande di tutte. Per questo il test sul posto, la sera prima, vale più di qualsiasi tabella.

Fonti

Osservatorio Astronomico G.V. Schiaparelli — Eclisse totale di Sole del 12 agosto 2026
VareseNews — Eclissi di sole: il 12 agosto al tramonto lo spettacolare evento astronomico, a cura di Chiara Cattaneo, Centro Geofisico Prealpino
EduINAF — Pagina dedicata all’eclissi del 12 agosto 2026
VareseNews — Il programma della Festa della Montagna 2026 al Campo dei Fiori
NASA — Eclipse safety
Ministero della Salute — L’eclissi solare del 12 agosto 2026: come osservarla in sicurezza
NASA JPL — Effemeridi planetarie DE421
Copernicus Land Monitoring Service — EU-DEM v1.1

Scritto da:

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista dal lontano 2003! Lavoro in un'agenzia di comunicazione e mi occupo di viaggi e agroalimentare.

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Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.