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Da sabato 8 agosto la Spagna controlla chi arriva dall’Italia in porti e aeroporti. Niente panico e niente code infinite: ma un documento sbagliato in valigia, quest’estate, può costarti il viaggio. Ecco cosa devi sapere se devi andare in Spagna i prossimi giorni

Se hai un volo per Palma de Mallorca la settimana prossima, o un traghetto per Barcellona, negli ultimi giorni avrai visto passare titoli allarmanti su “Schengen sospesoe “frontiere chiuse agli italiani”. La realtà è meno cinematografica e più noiosa, come spesso accade: nessuno ti impedirà di entrare in Spagna, ma per un mese abbondante un poliziotto potrebbe chiederti i documenti allo sbarco. E qui casca l’asino, perché nel frattempo — con un tempismo quasi comico — è cambiata anche una regola italiana sulle carte d’identità che riguarda milioni di persone.

Vediamo cosa è successo, cosa cambia concretamente e cosa mettere in borsa prima di partire.

Da Ceuta ai controlli incrociati: come ci siamo arrivati

Il punto di partenza è il 30 luglio, quando oltre settantamila persone provenienti dal Marocco sono entrate a Ceuta, l’exclave spagnola sulla costa nordafricana: alcune a nuoto, altre scavalcando le barriere di confine. Ceuta ha circa 83mila abitanti ed è territorio spagnolo, quindi europeo: il sistema di accoglienza è collassato nel giro di poche ore e il governo di Madrid ha schierato l’esercito, rimpatriando quasi tutti già il giorno successivo.

La crisi è diventata subito politica. Il 1° agosto il governo italiano ha ripristinato per un mese i controlli di frontiera sui collegamenti aerei e marittimi con la Spagna. Madrid ha risposto definendo la misura “ingiusta” e discriminatoria, chiedendo la revoca entro domenica 9 agosto e minacciando ritorsioni “commisurate”. Palazzo Chigi ha replicato che “l’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero” e che i controlli resteranno almeno fino al 15 agosto. Il governo Sánchez è passato dalle parole ai fatti: dalla mezzanotte fra venerdì 7 e sabato 8 agosto anche la Spagna controlla chi arriva dall’Italia.

Una precisazione che vale la pena fare, perché sui giornali si legge di tutto: Schengen non è stato sospeso. Il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne è una possibilità prevista dalle regole di Schengen stesse, attivabile in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna. È una misura eccezionale, ma è dentro il trattato, non contro.

Come funzionano i controlli e chi riguardano

Italia e Spagna non condividono confini terrestri, quindi tutto si gioca su aerei e navi. I controlli spagnoli sono a campione: la polizia verifica identità e nazionalità dei passeggeri in arrivo dall’Italia e, per i cittadini di Paesi terzi, anche visto e permesso di soggiorno. Stessa logica, in direzione opposta, per i controlli italiani: il governo li ha presentati come rivolti ai soli passaporti extra-UE, ma nella pratica le verifiche a campione a Fiumicino, Malpensa e Linate hanno riguardato anche cittadini italiani ed europei.

Tradotto: per la stragrande maggioranza dei viaggiatori non cambia nulla, se non la possibilità di essere fermati al gate di sbarco per trenta secondi. Voli e collegamenti marittimi operano regolarmente.

I documenti: qui c’è la vera novità

Restano validi i requisiti d’ingresso abituali, ricorda la Farnesina: nessun visto, nessun permesso, serve un documento valido per l’espatrio per tutta la durata del soggiorno. Ma attenzione a cosa significa oggi “valido per l’espatrio”.

È un dettaglio che, in un’estate normale, sarebbe passato liscio: senza controlli sistematici, un documento non conforme spesso non viene nemmeno guardato. Quest’anno, con la polizia di frontiera che fa verifiche a campione da entrambe le parti, il rischio di trovarsi bloccati è concreto. Se hai ancora la vecchia carta cartacea nel portafoglio, controlla oggi — non il giorno della partenza — perché i tempi di rilascio della CIE dipendono dagli appuntamenti disponibili in Comune.

Minori: ognuno il suo documento

Regola spesso ignorata e che alla frontiera non fa sconti: ogni minore deve avere un proprio documento individuale valido per l’espatrio, carta d’identità o passaporto intestati a lui. Non esiste più la possibilità di viaggiare “iscritti” sul documento di un genitore. Se organizzi le vacanze con figli piccoli, è la prima cosa da verificare.

Se sei cittadino non UE e vivi in Italia

Qui la raccomandazione è semplice e categorica: porta con te tutti gli originali. Passaporto, permesso di soggiorno in corso di validità, eventuale ricevuta di rinnovo. I controlli spagnoli sui cittadini di Paesi terzi riguardano esplicitamente visto e titolo di soggiorno, e lo stesso vale in senso inverso al rientro in Italia. Le fotocopie sul telefono, in questi casi, non bastano.

Code, ritardi e coincidenze: cosa aspettarsi

I controlli avvengono ai gate di sbarco e, assicura il Viminale, vengono svolti con celerità. Ma un filtro in più su rotte affollatissime — Barcellona, Madrid, Malaga, Valencia, Alicante, Palma, Ibiza sono gli scali più esposti — nel mezzo di agosto significa quasi certamente qualche coda.

Il consiglio pratico è banale ma efficace: arriva in aeroporto con più margine del solito, soprattutto nelle fasce serali e nei weekend, e se hai una coincidenza stretta valuta di allargare il cuscinetto tra un volo e l’altro. Perché — e questo è il punto dolente — se perdi un volo restando bloccato ai controlli, difficilmente otterrai la compensazione pecuniaria prevista dal regolamento europeo 261/2004: le code causate da controlli di polizia disposti dai governi rientrano tipicamente fra le “circostanze eccezionali”, cioè non imputabili alla compagnia aerea.

I numeri da salvare prima di partire

La Farnesina ha rafforzato l’assistenza ai connazionali in Spagna o in viaggio. Vale la pena salvare questi contatti in rubrica, anche solo per non doverli cercare nel momento sbagliato.

📌 Contatti utili

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ACI: +39 06 491115

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Consolato Generale d’Italia a Barcellona — competente per Aragona, Catalogna, Comunità Valenciana, Murcia e Baleari: +34 659 790 266
Vice Consolato d’Italia ad Arona (Tenerife) — competente per le Canarie: +34 630 051 176

Fino a quando dura

I controlli spagnoli sono in vigore fino al 7 settembre, salvo che cambino le circostanze che li hanno motivati. Quelli italiani erano stati annunciati per un mese, dal 1° agosto, con il governo che ha ribadito l’intenzione di mantenerli almeno fino al 15 agosto — data attorno alla quale, secondo la Guardia Civil spagnola, potrebbe organizzarsi un nuovo tentativo di ingresso di massa a Ceuta.

È una situazione che può cambiare in fretta, in un senso o nell’altro. Prima di partire, e possibilmente anche il giorno prima del rientro, un’occhiata alla scheda di Viaggiare Sicuri costa trenta secondi e toglie ogni dubbio.

La cosa da fare adesso

Riassumendo in tre mosse, prima ancora di preoccuparti delle code: apri il cassetto dei documenti e verifica che carta d’identità elettronica o passaporto siano validi e non cartacei, controlla che ogni persona in viaggio — bambini compresi — abbia il suo documento, e salva il numero dell’Unità di Crisi.

La Spagna è sempre lì, i controlli sono a campione e durano il tempo di uno sguardo.

E se questa estate ti va di guardarti intorno, ricorda che l’Andalusia interna, le valli dei Pirenei aragonesi e i borghi della Castiglia sono pieni di posti che nessuna coda ai controlli riuscirà mai a rovinare , semplicemente perché non ci va quasi nessuno.

Per saperne di

  • Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, comunicato “Spagna: assistenza consolare per i cittadini italiani”, 8 agosto 2026 — esteri.it

Scritto da:

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista dal lontano 2003! Lavoro in un'agenzia di comunicazione e mi occupo di viaggi e agroalimentare.

Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism.

Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.