Il viaggio all’inferno e ritorno del papà di Pollon

Il viaggio all’inferno e ritorno del papà di Pollon

"Se si riesce a superare la fame e il freddo, la vita da senzatetto è piena di momenti piacevoli, visto che si è completamente liberi, non si hanno obblighi né limitazioni"

Hideo Azuma

Se siete nati tra gli anni 70 e 80 sicuramente conoscerete il cartone animato Pollon che ha avvicinato generazioni di bambini alla mitologia greca in modo davvero divertente .

Quello che non tutti sanno è che l’esistenza del creatore di Pollon (e di Nanà Supergirl), Hideo Azuma, è stata molto meno divertente, almeno per qualche periodo.

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Nella seconda metà degli anni '80 e negli anni '90, inghiottito dalla “ruota del criceto” e di una creatività richiesta a comando come in catena di montaggio, sempre di più, in pieno boom dei manga in Giappone, ha iniziato ad avere seri problemi di alcolismo, e depressione. Lavori sempre più difficili, tante scadenze, tanta pressione.

Il fumettista ha mollato lavori e famiglia (aveva una moglie che gli era anche assistente e dei figli, che quando è tornato avevano difficoltà a riconoscerlo) ed è scomparso due volte per lunghi periodi, facendo una vita da senzatetto, mangiando rifiuti, fumando mozziconi di sigaretta trovati per strada, e ha tentato almeno una volta il suicidio.

Anche i suoi problemi con l'alcolismo si sono fatti seri a un certo punto ed è stato necessario un ricovero.

Un viaggio all’inferno da cui è tornato. Dopo la riabilitazione ha ripreso in mano la sua vita e ha disegnato la sua storia in una delle sue opere più premiate, Il Diario della mia Scomparsa, ora anche in Italia. Un diario-manga dei suoi giorni folli, raccontati con ironia.

L’opera si sforza infatti di dare una visione positiva a tutta la vicenda, quindi l’autore ha omesso di proposito disegni realistici di disperazione.

Nell'edizione di Il Diario della mia Scomparsa arrivata in questi mesi in Italia edita da J-POP c'è anche un'intervista inedita al mangaka, dove con realismo descrive il suo periodo da incubo, il suo amare l'isolamento, la difficoltà ad avere legami per un mangaka, ma anche i lati positivi dell'esperienza e il ritorno al legame con la famiglia.

Oggi Azuma ha smesso di bere (diploma di 5 livello degli alcolisti anonimi) e racconta con ironia anche il periodo della disintossicazione.

Sempre in fondo al manga, c'è anche un mini-dizionario utile per scoprire tanti termini giapponesi di cibo e non solo. 

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista da oltre dieci anni, lavoro in un'agenzia di comunicazione in ambito food e scrivo di viaggi e cibo per diverse testate online. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism. Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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