Cosa ne penso di Consonno, il paese fantasma

Cosa ne penso di Consonno, il paese fantasma

Ieri finalmente sono stata a Consonno, il cosiddetto paese fantasma in provincia di Lecco. Frazione di Olginate, il borgo originale venne raso al suolo negli anni Sessanta per la creazione della “Città dei Balocchi”, una specie di Las Vegas brianzola a 634 metri di altezza, con tanto di negozi, casinò, ecc.

A causa di una frana verificatasi nel 1976, la località divenne poi una città fantasma. Anche se la città non esisteva più da tempo. Case antiche abbattute, colline spianate per “migliorare il panorama”, il tutto in nome del divertimento fine a se stesso e infine del nulla, visto che tutto è stato abbandonato.

Il "minareto di Consonno" dalla strada
Percorsi trekking
All'interno degli stabili abbandonati
Quel che resta del borgo

Tour fotografico a Consonno

Negli ultimi anni la gita a Consonno va molto di moda soprattuto per chi ama foto di “archeologia industriale” e posti abbandonati. Lo dimostra il fatto che di domenica eravamo davvero molti ad aggirarci tra i locali vuoti e sulla terrazza del “minareto” (la struttura più grande, che somiglia appunto a un minareto, della vecchia Città dei Balocchi).

Ma ne sono rimasta delusa. E non tanto per la storia assurda della sua creazione, che mi fa arrabbiare ma ciò conoscevo. Ma per il fatto che esserci ti fa incavolare ancora di più. Del borgo originario resta solo una chiesetta e un monumento ai caduti. 

Il resto della VERA Consonno è stato raso al suolo  per fare spazio a questa follia. Gli abitanti, ho letto da alcune storie su internet, all’inizio erano anche favorevoli perché vedevano nell’operazione un’opportunità economica.

Ma quando dovettero lasciare le loro case e queste vennero abbattute, cambiarono idea.

Se vi aspettate però un paese fantasma resterete delusi. Consonno assomiglia di più a una zona industriale abbandonata. Le stesse atmosfere le potete trovare ad esempio a discoteche chiuse e in disuso. 

Tuttavia è curioso salire fin lassù e vedere così tanti appassionati di fotografia che immortalano questo simbolo della stupidità umana. 

NOTA POSITIVA La cosa positiva è che c’è un gruppo, gli Amici di Consonno, che si prendono cura della località, puliscono dai rifiuti, si occupano dei mici randagi che vivono li e che vogliono far “rivirere” il paese. Vi invito a vedere la loro pagina Facebook. Al momento le loro attività al pubblico sono sospese causa pandemia.

Consonno infatti di solito dalla primavera a inizio autunno è aperta. Ora invece è chiusa (dovete lasciare l’auto prima di una sbarra che chiude il passaggio a un certo punto, e proseguire per circa un chilometro a piedi o in bici) proprio a causa dell’emergenza sanitaria. Di solito invece le domeniche c’è anche un piccolo bar e vengono organizzate iniziative per far rivivere l'autentico e mai spento spirito del borgo. 

La storia di Consonno

Per sapere tutto di Consonno, il cui borgo ha origini molto antiche, vi rimando al sito web ufficiale consonno.it o alla pagina di Wikipedia.

Qui vorrei parlarvi del “genio” che distrusse il borgo e parte del territorio adiacente per fare questa porcheria. Il suo nome era Mario Bagno, Conte di Valle dell'Olmo, imprenditore del settore immobiliare. Fu lui ad acquistare in un colpo solo l'intero tenimento di Consonno, tipico borgo brianzolo sul Monte di Brianza. Il paesino, tranne la chiesetta di San Maurizio e il piccolo cimitero annesso con la canonica e un monumento ai caduti, fu interamente demolito. 

"A Consonno il cielo è più azzurro", recitavano gli striscioni di benvenuto di chi, varcata la porta d'entrata con due armigeri medioevali fantocci in posizione di guardia, saliva all'improbabile minareto.

Non fu risparmiato nemmeno l’ambiente circostante. Già perché venne appiattita persino una collina, perché rovinava il paesaggio. 

La “ruggente Consonno” però durò pochi anni. Finita la novità e a causa della frana che interruppe il passaggio (forse proprio dovuta ai disequilibri dovuti allo scempio ambientale) il paese venne man mano abbandonato.

Cito dal sito consonno.it

“ Anche la collina adiacente al cimitero viene attaccata dalle ruspe: limita il panorama e il Conte Bagno la fa abbassare con esplosivo e ruspe, in modo che si possano ammirare da Consonno il Resegone e le Prealpi lecchesi. Consonno città dei balocchi nasce senza un progetto ma estemporaneamente: il Conte Bagno fa costruire quanto pensa una mattina ed il giorno dopo fa demolire quanto costruito perchè ha cambiato idea.”

Consonno.it

Consonno, essendo di proprietà privata, è stato messo in vendita. Ci sono diversi progetti che sperano in una riqualificazione sostenibile di questo paese abbandonato e arrugginito.

Chissà…

E voi ci siete mai stati?

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista dal lontano 2003!, lavoro in un'agenzia di comunicazione e mi occupo di viaggi e agroalimentare. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism. Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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