Basilea: ecco perché ci dovreste proprio andare

Basilea: ecco perché ci dovreste proprio andare

Ho inserito Basilea nei miei #traveltips2015 perché è una destinazione che mi sento di consigliare vivamente a diversi tipi di viaggiatori: per gli amanti dell'arte, per city break, ma anche per sportivi e amanti della natura e del ritmo lento (qui sono tutti sportivi e si vede!). Ecco perché dovreste visitarla e starci qualche giorno. 

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La foto che vedete qui sotto non è certo la più spettacolare scattata a Basilea. Ma è evocativa di un mood che si respira in questa città a Nord della Svizzera, che confina con due paesi stranieri (Germania e Francia, ha due dogane), vanta parchi e opere d’arte che sbucano da ogni dove passeggiando, e conta 40 musei e che vi fa sentire proprio così: rilassati e contenti.

A piedi nudi nel parco (al museo Tinguely)
A piedi nudi nel parco (al museo Tinguely)

Pur ospitando due grandi società farmaceutiche (Roche e Novartis, grandi mecenati per opere artistiche e infrastrutturali, assieme a banche e compagnie di assicurazioni) e avendo la soglia di disoccupazione al 3-5 %, è una città efficiente si, moderna, cosmopolita (ci sono bistrot e ristoranti praticamente di tutte le nazionalità) ma anche fatta per il movimento lento.

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Lo dicono i tram colorati che attraversano tutta la città, puntuali e puliti, che ben si abbinano col paesaggio, che qui non serve utilizzare la macchina. Lo dicono le piste ciclabili e pedonali che affiancano ben protette le arterie stradali. Pur essendo una città da 170mila abitanti, non c’è traffico. In compenso i parcheggi per le bici sono immense. E con speciali carrellini, la gente ci va a fare anche la spesa grossa o ci porta i bambini.

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Tour low cost di Basilea col tram 16

Se vi va di fare un giro low cost della città pur mescolandovi tra i locali, prendete il tram 16: il giro completo dura circa 40 minuti e il bello di questa linea è che attraversa i punti salienti di Basilea: dal municipio rosso alla sede dell’ Unione delle Banche Svizzere, progettata dall’archistar Mario Botta, al centro città storico che ben si mescola con le opere moderne di artisti, designer e architetti, e risale su una collina boscosa immersa nel verde, tra orti urbani, un parco, casette e giardini.

 

Un tuffo nel Reno col “wickelfisch”

E gente a spasso. Dappertutto: in bici, a piedi, lungo il Reno, il fiume che attraversa la città e che è talmente pulito che si pescano gamberoni e sono tornati ad attraversarlo i salmoni. E naturalmente, ci si può fare il bagno.

In estate ci si affolla sulle sue rive tra grigliate, chiacchiere, aperitivi e tuffi: con una specie di marsupio impermeabile, chiamato “wickelfisch”, e a forma di pesciolino appunto, si possono ficcare dentro tutti i beni che non si vuole lasciare incustoditi e portarseli appresso in acqua, come una specie di boa galleggiante. Tornati a riva, ci si riveste e via.

Tra arte e natura

E poi ci sono i musei: splendidi, con collezioni e artisti al loro interno da lasciare a bocca aperta,con giardini dove sostare, a piedi nudi, circondati da opere d’arte. Succede al museo Tinguely progettato da Mario Botta, dove dopo le esperienze giocose delle opere dello scultore all’interno (la città ne è ricca) ci si rilassa fuori, tra fontane ed erba soffice, dove sedie e grandi alberi invitano al relax.

fondazione beyeler
A poca distanza dalla città (raggiungibile in tram ovviamente), a Riehen, c’è un capolavoro di arte: la fondazione Beyeler, che nasce su un edificio progettato da Renzo Piano, circondata da installazioni verdi, dove anche fiori e cespugli fanno parte di opere artistiche e che al suo interno conserva una delle collezioni più ambite al mondo, valorizzate da un'architettura speciale che ne valorizza ognuna e fa filtrare la luce naturale al meglio.
Al suo interno, le pareti degli spazi che ospitano le collezioni temporanee, cambiano colore e aspetto a seconda dei quadri che ospiteranno. Fuori, un ristorante dove gustare una gustosa pizza alsaziana nel dehor, sculture e prati per passeggiare, tanto verde, dove tutto ci dice che in fondo, se si impegnano, l’opera dell’uomo e quella della natura assieme possono produrre capolavori.

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista da oltre dieci anni, lavoro in'unagenzia di comunicazione in ambito food e scrivo di viaggi e cibo per diverse testate online. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism. Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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