Prodotti tipici di Novara: a “casa” Rizzotti, storia di un riso speciale

Prodotti tipici di Novara: a “casa” Rizzotti, storia di un riso speciale

Il riso è il re dei prodotti tipici di Novara e dintorni e ne caratterizza i paesaggi fuoriporta con panorami suggestivi. Qui, a differenza di altre zone della pianura padana, dove i capannoni hanno asfaltato tutto il resto, il riso e i suoi agricoltori hanno difeso con le unghie campi, prati e aree verdi destinati alla coltivazione che sono magnifici anche da visitare, tra risaie e distese color smeraldo brillante, profumo di erba fresca, borghi tipici e natura.

Oggi, nella sola provincia di Novara ci sono 850 aziende del settore. Un patrimonio visivo ed enogastronomici immenso, da scoprire in un tour enogastronomico, tra belle foto e ottimi piatti.

Ma quelle che seguono il prodotto dal “seme al piatto” si contano sulle dita di una mano. Una di esse è l'azienda agricola Rizzotti di Vespolate, guidata dall'instancabile Fabrizio Rizzotti, imprenditore giunto alla settima generazione. Già questo sarebbe un record, ma lui ha voluto andare oltre.

Qui, da secoli, si allaga e livella il terreno e si seminano gli 80 ettari. Poi si miete e si trebbia e, da qualche anno si è arrivati anche alla lavorazione e al confezionamento, giungendo quasi alla mantecatura del risotto. 

Ma l'innovazione riguarda anche altro: per esempio la concimazione avviene esclusivamente col compost e sopratutto si porta avanti un'essicazione unica in Italia, dove i fumi vengono eliminati e il granello viene “sfiorato” solo dal vapore: “Per costruire questa macchina – racconta Fabrizio – si sono impegnati tre ingegneri novaresi. Il fumo non crea problemi di sapore, ma la salubrità del prodotto, come si può intuire, è decisamente maggiore”.

Il risultato è da leccarsi i baffi. Il prodotto di punta si chiava Artiglio: amido basso, ideale per riso in bianco, alla cantonese o di pesce e cottura in 10 minuti.

Poi, ovviamente, vi è il Carnaroli: “Noi abbiamo il Carnaroli vero – dice ancora – che è un tipo di riso ben preciso. Al supermercato, invece, capita di mangiare del Carnaroli che, di quel tipo, ha soltanto la forma. Poi succede che, la massaia di turno cucini un riso scotto: non è colpa sua, ma dipende dal fatto che quello che gli hanno venduto, non era Carnaroli”. 

riso rizzotti

Da Rizzotti, invece, la materia prima viene coccolata dall'inizio alla fine, dalla piantina, all'eliminazione di tutti i granelli estranei e delle impurità. Fino ad arrivare al prodotto finale, al cuore del chicco, conteso dai migliori ristoranti della zona. E non solo: visto che l'Artiglio venne selezionato come rappresentante del riso piemontese e donato in omaggio a Papa Giovanni Paolo II in visita a Torino. D'altronde basta assaggiarlo per capire il motivo: Rizzotti è un riso divino.

Ah, e se amate il formaggio, sappiate che a Novara si producono anche formaggi di altissima qualità, persino la mozzarella di bufala. Non ci credete? Leggete qua...

Nicola Antonello

Dal 2002 sono giornalista della Prealpina, il principale media della provincia di Varese e uno dei quotidiani più antichi d’Italia, dove mi sono specializzato in cronaca locale, politica ed economia. Qualche volta durante l’anno (augurandosi che le occasioni aumentino) mi concedo il piacere di diventare giornalista turistico ed eno-gastronomico. Apprezzo la qualità dei prodotti e la passione degli imprenditori impegnati nel turismo, specialmente nelle piccole realtà. Nelle recensioni non nascondo eventuali critiche, espresse sempre con garbo, stimolando sempre un miglioramento di chi è l’oggetto delle osservazioni. Penso di essere ormai super specializzato nelle recensioni dei centri benessere, di cui amo particolarmente la “filosofia tedesca”. Mi piace la cucina e i ristoranti che promuovono menu arricchiti da piatti stagionali o da prodotti del territorio e soprattutto chi è capace di bilanciare la qualità con il conto finale. Amante anche del turismo dolce: passeggiate, biciclettate, del mare come della montagna. Non chiedetemi di viaggiare in volo oltre le 3-4 ore, altrimenti potrei dirottare l’aereo.

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