Piccoli comuni a rischio? Per ANPCI, è il momento di "Vendere cara la pelle"

I piccoli comuni rischiano di diventare un lontano ricordo sbiadito?

“Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo e che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.  (Cesare Pavese)”

Borghi, villaggi, piccoli paesini: quanto verranno toccati dall’attuale crisi economica?  Cosa comporteranno per loro le attuali riforme?

Non c’è da stare allegri: si parla di ABOLIZIONE DEI CONSIGLI COMUNALI per i comuni al di sotto dei 5000 abitanti, di accorpamenti tra piccoli comuni.

L’Associazione nazionale piccoli comuni italiani (ANPCI) non ci sta, e ha diffuso i giorni scorsi un comunicato stampa per sensibilizzare i sindaci dei piccoli comuni e promettere di “vendere cara la pelle”, prima di darla vinta a chi vuole penalizzare i borghi e le piccole realtà locali.

E’ triste, ma alla fine sono sempre i più piccoli a rimetterci: giuste o sbagliate che siano le manovre, ancora una volta i piccoli enti locali forse non sono stati ascoltati abbastanza.

E’ una realtà diversa quella della vita di un piccolo comune: spesso anche più difficile, a volte l’unica possibile per esempio per gestire una comunità montana o in un luogo isolato. Nelle piccole realtà locali spesso il contatto tra rappresentanze politiche e cittadinanza è, per forza di cose, più vero, più vicino e  più "libero" da logiche di partito.

E questi “tagli” siamo sicuri che sapranno compensare gli sprechi della politica di palazzo?

Vi invitiamo alla riflessione leggendo questo comunicato stampa dell’ANPCI, associazione nazionale piccoli comuni italiani. E cogliamo l’occasione per anticiparvi che il 30 settembre 2011, si festeggerà la Giornata dei Piccoli Comuni d’Italia, ad Assisi.

Ecco il comunicato stampa di ANPCI, cosa faranno i nostri politici?

Ai Cari Amici Sindaci dei Piccoli Comuni d’Italia

Loro Sedi

I nostri politici nazionali, regionali e provinciali, trasversalmente, senza minimamente consultare noi e la nostra gente stanno per segnare la nostra fine, prima togliendoci le risorse, ora con leggi ad hoc per eliminarci. Dobbiamo vendere cara la pelle.

Vogliono diminuire i costi della politica cominciando da noi che costiamo di meno, che siamo quelli più a contatto con le nostre popolazioni e le serviamo con poco o nulla, che ci preoccupiamo di tutelare un immenso territorio ed un patrimonio millenario.  Hanno già diminuito gli assessori e presto rimarrà solo più il podestà di infausta memoria.

Vogliono abolire i consigli comunali dei comuni sotto i 5000 abitanti e questa la chiamano democrazia e non vogliono capire che il 3% dei parlamentari o un Consiglio Regionale costa più di tutti i consiglieri comunali dei 5646 piccoli comuni d’Italia.

Il governatore della CAMPANIA e quello della Lombardia, ma anche altri, trovano la soluzione di tutti i problemi dei costi della politica nell’accorpamento dei piccoli comuni e non sanno che nel piccolo comune con la scomparsa dei parroci, con la riduzione a zero degli uffici postali, delle scuole e di tutti i servizi l’unico punto di riferimento è il SINDACO.

Non sanno che il territorio, specialmente quello montano dove il piccolo comune insiste maggiormente, deve essere tutelato e monitorato giornalmente per evitare che in questo Paese il dissesto idrogeologico o una pioggia fuori della normalità crei immani disastri a valle.

Dobbiamo vendere cara la pelle.

Chiamiamo a raccolta i nostri parlamentari.

Pretendiamo che vengano subito abolite quelle migliaia di enti parassitari.

Pretendiamo che sfoltiscano il loro numero e che mandino a casa i loro costosi portaborse.

Pretendiamo che finalmente si faccia una lotta seria all’ evasione fiscale.

Pretendiamo che si finisca di buttare risorse in inutili armamenti.

Dobbiamo vendere cara la pelle.

Ricordiamo ai nostri governanti che prima o poi verranno a chiederci il voto dei nostri cittadini e che li potremo accogliere come si meritano.

Dobbiamo vendere cara la pelle.

Uniamoci per una lotta comune contro queste sopraffazioni perché l’unione fa la forza.

Accettiamo pure di convenzionarci per i servizi, ormai è legge dello Stato, ma che quegli strumenti associativi siano liberi nei contenuti e nella scelta dei partner.

Difendiamoci, amici sindaci, difendiamo la nostra gente, il nostre territorio, il nostro comune

.. e troviamoci in tanti ad ASSISI il 30 settembre  !!

LA PRESIDENTE ANPCI

Franca BIGLIO

 

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista dal lontano 2003!, lavoro in un'agenzia di comunicazione e mi occupo di viaggi e agroalimentare. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism. Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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