Cos’è il sidro bretone e perché si beve nella tazza?

Cos’è il sidro bretone e perché si beve nella tazza?

Il sidro bretone è un prodotto tipico del nord ovest della Francia, tanto da avere il marchio IGP (indicazione geografica protetta). La denominazione corretta è Cidre de Bretagne IGP.

A me piace molto, e lo prendo praticamente sempre quando mi capita di andare li, come nel mio ultimo viaggio in Bretagna. Sta bene con tutto d’altronde! Con le galette bretonne salate, con le crepe dolci, con il pesce, con la carne, come aperitivo…lo amo.

È una bevanda effervescente, più o meno dolcina o secca e leggermente acidula, prodotta con mele (ci sono persino le mele da sidro) che vengono raccolte e lavorate nella zona. 

Le mele prima vengono grattugiate, poi pressate per ottenere un succo, che viene infine lavorato fresco o conservato. Dopo la fermentazione in tini, in un procedimento per certi versi simile alla birra, il sidro viene imbottigliato. Il sidro bretone ha bolle fini e si trova sia più fresco che invecchiato. 

Il territorio del sidro bretone

La zona di produzione del sidro di Bretagna corrisponde ai quattro dipartimenti bretoni (Côtes d'Armor, Finistère, Ille-et-Vilaine e Morbihan) e ad alcuni cantoni dei dipartimenti di Loire-Atlantique, Mayenne e Maine-et-Loire. 

Ogni tanto capita di vedere qualche meleto passando per questi dipartimenti. Meleti diversi da quelli che siamo abituati a vedere ad esempio in Trentino Alto Adige (e non a caso il sidro altoatesino è molto diverso a mio parere). Le mele da sidro sono delle varietà di mele ricche di tannini.

La nota curiosa è che i meli da sidro, nonostante abbiano preso terreno qui, provengono dalla Spagna! Queste varietà sono state introdotte in Bretagna nel Medioevo e si sono ampiamente diffuse. Le condizioni climatiche della Bretagna d’altronde sono adatte al melo, e non alla vite... il che spiega perché questa coltura è fiorita in Bretagna, così come la produzione di sidro.

Tipi di sidro

Un tipo di sidro "brut" (delizioso!)

Io non sono un’intenditrice, ma anche io mi sono resa conto che c’è una “giungla” di etichette per i differenti tipi di sidro. Anzi, se avete notizie più precise, lasciatemi pure il vostro commento sotto il post che poi lo inserirò nell'articolo.

  • Sidro di fattoria: C’è il “cidre fermier”, tipo il “sidro di fattoria” tradotto letteralmente, che è prodotto esclusivamente con la frutta prodotta in azienda.  
  • C’è poi il"sidro tradizionale" con frutta da sidro di varietà raccomandate o locali tradizionalmente utilizzate nella zona e conformi a un disciplinare.
  • Il "sidro secco", contiene poco zucchero ed è il più alcolico (6,6°), si adatta perfettamente alla cottura o all'accompagnamento dei frutti di mare. C’è anche il "sidro semisecco", frizzante, con una moderata gradazione alcolica (tra 4° e 5°), il "cidre brut" (6°), frizzante, appena dolce, si beve molto freddo ed è ideale con le frittelle; il "cidre doux", il cifro dolce, frizzante, quasi una bibita, destinato ai dessert o agli spuntini, con la sua bassa gradazione alcolica (da 2° a 3°).
  • Esiste anche il "cidre bouché" famoso soprattutto in Normandia (anche in Normandia il sidro ha l’IGP) ma anche in Bretagna. Mi è parso di capire che per il suo perlage e la sua conformazione sia considerato superiore agli altri sidri, e viene proposto in bottiglie con tappo di sughero, come uno champagne (ma più economico!)

Ma perché il sidro bretone si beve dalla tazza?

Il sidro nella sua tradizionale "ciotola"

Se come me andate matti per il sidro, vi accorgerete che a volte lo servono in bottiglia, a volte in una particolare tazza in terracotta. Che ha anche un nome: la bolée de cidre, la “ciotola” del sidro. 

Per bere il sidro in Bretagna si usa infatti una sorta di piccola ciotola, generalmente con un manico. Questa famosa ciotola si trova nelle crêperie per accompagnare galettes e crêpes.

Esistono diversi tipi di bolées: tradizionali, bianche con bordo rosso, in gres o terracotta, di design, con simboli bretoni…

Perché il sidro va in queste particolari ciotole? In passato, il vetro e la terracotta erano poco diffusi e costosi in queste zone, quindi ciascuno provvedeva a fabbricarsi i propri piatti, di solito in argilla. 

I bicchieri erano quindi più simili a piccole ciotole, che oggi in Bretagna chiamano le bolées. E visto che il sidro era la bevanda più semplice da fare in casa, l’abbinamento fu naturale.

Nella campagna bretone, una volta, il sidro veniva versato in un secchio e ognuno si serviva con una ciotola. Si dice che sia stato negli Anni '20 che le bolées siano arrivate nelle case, mantenendo la tradizione

Si usava però anche berlo nel vetro, come si usa nella vicina Normandia.

Bere tuttavia il sidro dal bicchiere di vetro non è irrispettoso della tradizione. Anzi, i produttori oggi preferiscono questa scelta per valorizzare il prodotto, il suo colore, i suoi aromi.

A voi la scelta se berlo in vetro o in terracotta!

Fonti per il post:
Qualigeo: https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/cidre-de-bretagne-cidre-breton-igp/
La Trinitaine: https://www.latrinitaine.com/
Keldelice: https://www.keldelice.com/guide/specialites/le-cidre-breton 

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista dal lontano 2003! Lavoro in un'agenzia di comunicazione e mi occupo di viaggi e agroalimentare. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism. <em>Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.</em>

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