A Malpensa e Linate la mostra itinerante Arte nella Shoah

PhotoSquare è uno dei miei angoli preferiti a Malpensa. Una cosa bella dello scalo varesino è come molti dei suoi non-luoghi siano stati trasformati in spazi artistici che ospitano mostre e momenti culturali, che diventano così fruibili da tutti, come anche spazi per il bookcrossing.

Questo atrio al terminal 1 davanti alla biglietteria dei treni Trenord ospita mostre di vario tipo sempre molto interessanti, anche di artisti locali o dedicate al territorio.

La mostra

In questo periodo si può osservare la mostra itinerante l’Arte nella Shoah, curata dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme in collaborazione all’Associazione Figli della Shoah e all’Associazione NoiSea, sia a Malpensa che a Linate.

Si tratta di una selezione di opere create durante i nefasti anni della persecuzione antiebraica (1939-1945) da venti artisti, quasi la metà dei quali non sopravvisse.

Durante i terribili anni della Shoah infatti, l’arte riuscì a lottare contro le tenebre, e lo ha fatto grazie a tutte le persone che nei campi di concentramento, nei ghetti e in clandestinità trovarono la forza di esprimere la loro creatività inseguendo una speranza di vita, di resilienza e di rinascita.

Le testimonianze raccolte hanno dato forma appunto alla mostra itinerante “Arte nella Shoah” curata dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, per la prima volta in Italia, che i passeggeri potranno ammirare a Linate presso i gate di imbarco, mentre a Malpensa presso PhotoSquare nell’atrio della stazione ferroviaria del Terminal 1.

Le opere

Le opere riflettono la tensione tra la propensione a documentare i tragici eventi subiti e il desiderio di affrancarsi attraverso l’arte per trascendere nelle dimensioni della bellezza, dell’immaginazione e della fede. Nel ritrarre i propri confratelli, gli artisti ebrei hanno cercato di lasciare una traccia per le future generazioni, lottando così contro il processo di disumanizzazione e annientamento perpetrato dai nazisti.

Ogni opera d’arte risalente alla Shoah racconta almeno tre storie: quella del dipinto, quella dell’artista, e quella della conservazione dell’opera stessa. Al di là della loro varietà di stili e soggetti, le opere sono la testimonianza dello spirito umano che rimane saldo e rifiuta di arrendersi.

Nonostante le spaventose condizioni di vita e la lotta quotidiana per la sopravvivenza, con la loro inventiva gli artisti prevalsero sulla scarsità dei materiali. Attraverso le opere da loro create spesso a rischio della vita, riaffermarono la propria individualità e il proprio desiderio di vivere.

Le opere di Aldo Gay

Completa l’esposizione il video con i disegni di Aldo Gay, pittore romano (29 maggio 1914 - 6 marzo 2004) che testimone della razzia del 16 ottobre 1943 che rappresentò per la città di Roma e per la Comunità ebraica una delle date più infauste. Con l'efficacia e la capacità di un fotoreporter i suoi schizzi a matita, a china, a carboncino ed olio,   realizzati tra il 1938 ed il 1945; testimoniò un’epoca durissima. Colpisce profondamente la figura inscindibile dell’uomo-artista che, seppure in pericolo di vita, avverte l’impellente necessità di raccontare i fatti di cui è testimone e vittima al tempo stesso attraverso gli unici strumenti a sua disposizione: un blocco da disegno e una matita.

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista da oltre dieci anni, lavoro in un'agenzia di comunicazione in ambito food e scrivo di viaggi e cibo per diverse testate online. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism. Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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