Marsa Alam, il paese che non c'è

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Un viaggio in Egitto è un pó come avere l'estate a portata di mano: a Marsa Alam per esempio, clima caldo, sole e acque cristalline accolgono i turisti durante tutto l'intero arco dell'anno. Non piove quasi mai in questo paradiso del turista, dove anche nei mesi invernali piu freddi si riesce comunque a prendere il sole e tornare a casa coloriti.

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È curiosa Marsa Alam, una destinazione per viaggi e vacanze all inclusive fra le più conosciute del pianeta. Eppure, Marsa Alam in un certo senso non esiste: una lingua di terra strappata al deserto e convertita a forza in villaggi, villaggi, villaggi, per i turisti di tutto il mondo.Di Marsa Alam "paese" c'è ben poco: qualche baracca o casetta, tre supermercati, prevalentemente turistici, una farmacia, qualche negozio anche quello per il turista di passaggio. Vero è che forse grazie anche al turismo, il piccolo paese si sta pian piano ammodernando e crescendo. Nei progetti del governo si parla dell'arrivo di scuole e persino un ospedale. Nel frattempo quello che è arrivato per primo è l'aeroporto, e con lui il turismo ha ingranato una marcia in più. Quello che per i turisti è "niente" è una delle coste marine più affascinanti dal punto di vista marino. E non solo.
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Appena fuori dalla gabbia dorata del tour operator di turno, si apre solo una lunga strada dritta, dune di pietre e sabbia, spazzatura accumulata qua e là, con qualche baracca nel mezzo, o improvvisate tende di beduini riconvertite in luoghi "turistici" dove fumare i narghilè sorseggiando karkadè (fa anche rima). Un fascino particolare e unico, che lascia a bocca aperta per la maestosità ancora più forte in questo "non luogo" così vasto. Da Hurgada fino al Sudan a collegare la costa c'è un'unica strada costiera asfaltata: automobili, camion un po' datati e mezzi di trasporto di tutti i tipi trasportano merci, persone e cose lungo un nastro di asfalto che di sera (e qui il sole tramonta molto presto) piomba nel buio più cupo. Quello è il momento giusto per mettersi con il naso all'insù e restare a bocca aperta davanti a uno spettacolare cielo stellato o scorgere all orizzonte qualche minareto illuminato.
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C'è poi la Marsa Alam "metropoli": quella contraddistinta da decine di villaggi che si scambiano uno dopo l'altro lungo uno dei mari più belli del mondo: il Mar Rosso. L'altra anima di questo lato egiziano. Egitto non è "solo" Il Cairo, Giza, Abu Sinbel, ma anche mare, specie protette e barriere coralline uniche per chi ama praticare snorkeling o immersioni tutto l'anno.
Nelle prossime "puntate" di questo viaggio vi parleremo del lato più turistico di Marsa Alam, con i suoi villaggi e le offerte.
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Oggi vi parliamo di chi in queste strutture ci lavora: centinaia di manodopera egiziana è impiegata nel settore turistico: veri e propri pionieri che non devono mai dare nulla per scontato. Provate a immaginare: qui, in mezzo al deserto, nulla cresce spontaneamente: qualsiasi mezzo di sostentamento va con molta attenzione o trasportato o conservato in loco: dalla verdura fresca all'acqua, risorsa preziosissima, alla crescita di un giardino, all'energia elettrica. Immaginate quante risorsa un villaggio con centinaia di camere, luci, elettricità, giardini verdi e piscine ecc, richieda (e ricordatelo, mentre vi lamentate in qualche struttura egiziana in mezzo al deserto che c'è poca varietà di frutta o verdura).
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Ora molte strutture si stanno dotando di pannelli solari, soprattutto per il riscaldamento dell'acqua. Ma investire in fotovoltaico è molto costoso, anche per gli enormi costi di trasporto. Quindi è una strada che si segue con molte difficoltà. La scommessa è rendere rigogliose vivibili parti di deserto. Nascono delle piccole oasi turistiche dove spesso vengono ad abbeverarsi e a trovare cibo anche gabbiani e uccellini della zona. E per un attimo, il lato più artificiale di Marsa Alam acquista una dimensione piu umana.
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Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista da oltre dieci anni, lavoro in un'agenzia di comunicazione in ambito food e scrivo di viaggi e cibo per diverse testate online. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism. Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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