Come comportarsi se si incontra un orso durante un’escursione

Come comportarsi se si incontra un orso durante un’escursione

Se amate i viaggi e le escursioni stile “zaino in spalla” può capitare anche qualche incontro diciamo inaspettato. Purtroppo il drammatico epilogo dellamorte della mamma orsa Daniza, se può insegnarci qualcosa, è di ricordarci che quando siamo a spasso in luoghi selvaggi, boschi o foreste, non siamo noi i padroni di casa, non siamo proprio un bel niente, se non ospiti in un altro tipo di “città”, dove gli “abitanti”, ovvero gli animali selvatici, hanno le loro regole, e noi dobbiamo conoscerle per non creare disturbo o fastidio.

Ho già parlato del tema in un post dove diffondo i consigli del Cai su escursioni in montagna e animali selvatici. Oggi, voglio rendervi partecipi dei consigli di buona educazione e sicurezza in caso durante un’escursione in montagna veniate a contatto con un orso bruno.

Ma prima, una breve panoramica: in Italia gli orsi sono circa un centinaio. Lo troviamo nell'Appennino, e nelle Alpi Orientali. Nell’area alpina ne sono circa 50 derivanti dalla reintroduzione effettuata tra il 1999 ed il 2000 con il progetto Life Ursus. Gli orsi delle Alpi centro-orientali occupano un'area che dal Trentino orientale va verso Veneto e in parte Friuli (dove si segnalano esemplari che sconfinano dalla Slovenia) e verso ovest nel settore alpino e prealpino della Lombardia. In quest'ultima area ci sono state segnalazioni rilevate nel 2013, anche se il territorio abitualmente frequentato è quello dell'alta Valtellina (con le incursioni in territorio svizzero che non di rado hanno provocato problemi anche rilevanti per alcuni danni provocati da esemplari un pò più vivaci poi, purtroppo, abbattuti come nel caso dell'orso M13), delle Alpi e Prealpi bresciane (Val Camonica, Val Trompia e alto Garda bresciano) e delle Alpi Orobie bergamasche. (fonte Valtellinanews)

Ma l'orso bruno è pericoloso?

E’ un animale schivo per natura, anche se la grossa mole e la forza fisica lo rendono capace di ferire o uccidere una persona; gli attacchi sono rarissimi e mai il risultato di un comportamento predatorio, ma piuttosto di autodifesa. E’ dunque fondamentale conoscere le sue abitudini e il suo comportamento per evitare inutili situazioni rischiose.

Quando l’orso può essere pericoloso?

L'orso può diventare potenzialmente pericoloso in questi casi:

  1. se è ferito
  2. se è una femmina con i cuccioli
  3. se viene sorpreso su carcasse o altre fonti di cibo
.
  4. se viene sorpreso all'improvviso o spaventato.
  5. se viene disturbato in tana

Come fare per evitare rischi?

  • Assolutamente mai cercare di attirare l’orso con esche alimentari per vederlo o fotografalo. E’ una pratica vietata dalla legge. Un atteggiamento sanzionabile e anche rischioso, perchè l’orso potrebbe perdere il timore dell’uomo e pensare di trovare il cibo facilmente, rischiando quindi di essere catturato o ucciso e di perdere la sua indipendenza. Il WWF dopo l’episodio di Daniza ha diffuso un vademecum di comportamento. Ecco alcuni consigli:
  • Se lo si incontra a breve distanza, stare calmi e non allarmare l’orso gridando o facendo movimenti bruschi. 
Parlare a voce alta. Se l’orso si alza in piedi e annusa è solo per identificare meglio ciò che lo circonda, non è un segno di aggressività!
 Se opportuno, tornate indietro lentamente, senza correre. La corsa può indurre un inseguimento, come succede spesso con i cani.
 Lasciare sempre all’orso una via di fuga.
  • Evitare l'effetto sorpresa. In alcuni Paesi, ad esempio, ai turisti che vogliono addentrarsi nella natura vengono consegnati piccoli campanelli da legare a zaini o biciclette. Un trucco che avverte gli animali in modo non traumatico del nostro avvicinamento. Nel caso di Daniza, ha sottolineato il WWF, un campanellino avrebbe potuto dare modo all'orsa di percepire prima dell’incontro la presenza di un  umano e così avrebbe avuto il tempo di comprendere la situazione e allontanarsi spontaneamente.
  • Se si avvista un orso a distanza è meglio restare a distanza, non cercate di avvicinarvi, di avvicinarlo o di riprenderlo o fare foto. Fatevi i fatti vostri insomma! Vi piacerebbe che qualcuno venisse a fotografarvi mentre state nel vostro giardino?
  • In caso di “falsi attacchì”, che non portano a un reale contatto, si consiglia comunque di mettere qualcosa davanti a voi, per esempio lo zaino. Anche in questi casi la raccomandazione è allontanarsi sempre, ma senza correre.

Diffondete!

io sto con daniza

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista da oltre dieci anni, lavoro in un'agenzia di comunicazione in ambito food e scrivo di viaggi e cibo per diverse testate online. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism. Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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