Corrado Formentini: viaggia, guarda, scatta. Intervista all’autore di “Da Tokyo a New York”

Corrado Formentini: viaggia, guarda, scatta. Intervista all’autore di “Da Tokyo a New York”

E’ nata come un’intervista, ma è diventato uno dei contributi più importanti in tema di viaggi e fotografia. Corrado Formentini è un viaggiatore di 35 anni con la passione della fotografia. Di recente, dopo un viaggio suggestivo tra due paesi molto diversi, Giappone e Stati Uniti, ha deciso di realizzare un ebook sul suo percorso, per raccontare le sue impressioni senza usare le parole: solo con le le immagini. 


Il suo libro si chiama "From Tokyo to New York in 90 photographs" e potete vedere nel post alcune fotografie contenute nell'opera realizzare dall'autore. Ci permette di intraprendere un viaggio suggestivo che inizia a Tokyo, attraversa parte del Giappone e ci porta nel cuore della Grande Mela. Gli scatti in Bianco e Nero ci descrivono la grandezza delle due capitali, ci mostrano i differenti paesaggi e ci accompagnano nei luoghi di culto e di aggregazione.

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Ecco l’intervista che gli abbiamo fatto in modo da conoscere meglio chi c’è dietro l’obiettivo e ottenere ottimi e intelligenti consigli su viaggi e attrezzatura fotografica..

Grazie Corrado per questo contributo prezioso!

1)Raccontaci di te: chi sei, cosa fai

 Sono un ragazzo di 35 anni di Verona, amo da sempre viaggiare e scattare foto con la mia reflex. La fotografia è la mia passione ma non il mio lavoro principale, questo mi permette di dedicarmi ai progetti che più mi appassionano senza condizionamenti. Nel corso dell'ultimo anno ho  deciso di pubblicare due libri di fotografia in formato ebook, il primo "Secret Visions , Verona Mountains Landscape" raccoglie fotografie della Lessinia (territorio delle montagne sopra Verona) mentre il mio ultimo progetto "From Tokyo to New York" è un lavoro più complesso ed articolato che mi ha impegnato per molto tempo. 

From Tokyo to New York racconta un viaggio in 90 fotografie che parte da Tokyo, attraversa parte del Giappone e arriva nella Grande Mela. Le mie foto vogliono descrivere le analogie e sottolineare le differenze di due luoghi cosi' caratteristici dell'oriente e dell'occidente. 

 

Quando sono partito per il Giappone ho pensato fin da subito di unire al viaggio un progetto fotografico. Ero partito con l'idea di rappresentare principalmente la natura ed i paesaggi minimalisti giapponesi ma dopo pochi giorni a Tokyo mi è venuta voglia di effettuare un parallelismo con una città simbolo dell'occidente. Così ho iniziato a vedere le cose in modo diverso, ho cercato di raccontare del Giappone il contrasto tra moderno e antico, progresso e tradizione. Proseguendo il mio viaggio a Kyoto, Nara o Nikko ho provato a raccontare attraverso le immagini gli aspetti più legati alla tradizione culturale, ho provato a immortalare la pace e la perfezione dei meravigliosi giardini giapponesi. Di New York ho cercato di raccontare il lato umano della città. Ho utilizzato elementi naturali (come i parchi o gli alberi) per trasmettere il lato più caldo e umano della metropoli.

2) Che tipo di attrezzatura fotografica ti sei portato per questo viaggio tra due continenti?

Mi piace usare la mia vecchia e fidata attrezzatura. Credo ancora che la composizione ed il colpo d'occhio siano più importanti del mezzo tecnico. Uso una reflex canon 40d, uno zoom Canon ed un obiettivo Tamron 17-50 f 2.8 ed un filtro polarizzatore.

Quando sono in giro per realizzare un progetto cerco di viaggiare più leggero possibile. I viaggi in Giappone e a New York sono stati fatti a distanza di alcuni mesi ma in entrambe le esperienze ho usato quasi sempre la mia reflex con sopra il 17-50. Scatto quasi sempre a mano libera anche perchè non sono un amante delle lunghe esposizioni, mi piace maggiormente cercare di "cogliere l'attimo".

Porto sempre con me anche una compatta Canon per le foto da "cartolina" o per gli scatti ricordo.Per fare le foto in Giappone e a New York ho dovuto muovermi molto e viaggiare leggeri mi è stato molto comodo.

3) Gli errori da non fare quando si fanno foto in viaggio

Errori da non fare? Ce ne sono tanti di possibili problemi da evitare.. diciamo che un rischio è quello di partire con una idea di "foto" da realizzare e poi, per qualche motivo, non riuscirci.  Rimanere ancorati ad un progetto che non prende forma mentre i giorni passano è un rischio.

Un altro errore è quello di non documentarsi prima del viaggio ed arrivare così impreparati sul "set". Io cerco di raccogliere più informazioni possibile sia riguardo ai paesaggi che alla cultura dei luoghi che andrò a visitare. Mi piace cercare di trasmettere qualcosa del paese che fotografo anche a chi non c'è  mai stato. Le mie foto però non vogliono essere delle cartoline ma delle interpretazioni personali del luogo che sto descrivendo. Un errore poi da evitare è quello di tornare a casa con il rimpianto di una foto non realizzata. 

4) Cosa c'è nel tuo bagaglio

Nel mio bagaglio ho sempre un pò di tutto... purtroppo non sono un viaggiatore "zaino in spalla", anzi.. la mia valigia è sempre bella grande!  Cerco di portarmi via un pò di vestiti, guide e qualche libro. Ho fatto dei viaggi da solo in passato ma negli ultimi anni al mio fianco c'è sempre la mia compagnia Lucia. Lei mi è di grande aiuto e stimolo in tutto quello faccio.

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5) Consigli ai viaggiatori: i primi tre che ti vengono in mente

  •  Pensare bene all'itinerario da percorrere ma non riempite tutta l'agenda, ricordatevi che siete in vacanza! Lasciatevi la possibilità di variare il programma e tenetevi dei giorni per girare liberamente per le città/luoghi.
  • Non visitate solo luoghi culturali o divertenti ma al contrario cercate di variare il più possibile il viaggio. Io cerco di visitare i paesaggi, le città, i luoghi culturali, mostre, eventi ma anche i quartieri, i negozi i mercati. Provo ad assaporare di tutto e alla sera mi piace cenare in posti tipici. Solo vivendo appieno in un luogo si riesce a coglierne lo spirito autentico. A New York ad esempio ho girato  tutta Manhattan ,ho visto più importanti musei, mostre, negozi e alla sera non mi sono fatto mancare uno spettacolo a Broadway. In Giappone invece mi piaceva andare a mangiare nei ristoranti più tipici che trovavo, è stata una esperienza meravigliosa.
  • Compratevi un piccolo ricordo dei luoghi più belli che visitate. Mi piace portarmi a casa qualche piccolo oggetto che mi ricordi l'esperienza vissuta. Da Kyoto ad esempio ho portato una statuetta del tasso, simbolo protettore della città. Ogni volta  che la guardo mi viene in mente l'atmosfera della festa di Gion.

6) I luoghi che ti hanno colpito di più di questa esperienza

Il Giappone mi ha affascinato molto, Tokyo in particolare è una città fantastica. Non ha una unica identità, ogni quartiere ha una sua forte caratterizzazione. Di New York mi ha colpito Manhattan, a prima vista sembra caotica e fredda, ma non appena ci si entra in sintonia, si scopre che girare per le avenue è facile come camminare per il centro di Verona! 

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7) I luoghi futuri che vuoi visitare

Ci sono moltissimi posti che vorrei vedere,  mi affascinano la Cina e la Russia e mi piacerebbe vedere la costa ovest degli Stati Uniti. Ci sono anche diversi luoghi in Europa che devo ancora visitare. Non sono mai stato a Berlino e neppure in Scandinavia ...insomma... ho ancora tantissimo da viaggiare!

 

Se siete curiosi, ecco i link dove scaricare gli ebook fotografici di Corrado Formentini:

Al.Fa

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista da oltre dieci anni, lavoro in un'agenzia di comunicazione in ambito food e scrivo di viaggi e cibo per diverse testate online. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism. Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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