
Come come proteggersi dalle vipere in montagna?Consigli pratici per camminare in sicurezza tra boschi e pascoli, senza rinunciare al piacere della scoperta
La prima volta che ho visto una vipera ero bambina e mi trovavo in vacanza a Trasquera, dove avevo una casa vacanze. In realtà nemmeno l’ho vista io la vipera, ma un amico di famiglia. Lei stava attraversando la strada, io passavo felice e saltellina. Il nostro amico mi prese in braccio e mi portò via, lasciando proseguire l’animale. Ricordo che le estati in montagna si girava col bastone, battendolo sul sentiero e facendo anche “Scc scc” a voce nelle zone più selvagge per “allontanare i serpenti”.
La mia infanzia mi ha insegnato che la montagna è casa anche di altri abitanti, e che con un po’ di conoscenza e buon senso si può camminare in sicurezza senza rinunciare al piacere di esplorare sentieri e boschi. E senza dare fastidio agli altri abitanti.
Tu sai cosa fare se incontrassi una vipera?
La giornata tipo della vipera
Cominciamo a capire la giornata tipo di una vipera e cosa ama fare, per capire cosa evitare e come muoversi in sicurezza. Le vipere sono attive quando le temperature sono miti e aumenta il calore al suolo. Amano frequentare luoghi assolati, con poca vegetazione e si nascondono sotto le pietre o fra gli arbusti bassi (tipo i cespugli di rododendri e ginepro)
Quando sono in giro
La loro attività inizia a marzo, quando i maschi sono alla ricerca di una compagna. In questo periodo, sono così presi nella stagione degli amori che stano meno attenti ed è più facile incontrarli.Passato il periodo degli accoppiamenti, le vipere si spostano poco e cacciano piccoli mammiferi, più raramente piccoli uccelli. Le potresti trovare fino a ottobre circa, con l’inizio dell’autunno e dei primi freddi si ritirano.
Dove amano stare
Solitamente il territorio in cui le vipere vivono e si riproducono spontaneamente è costituito da erbe alte, prati, zone collinari e boschi fino al limite delle praterie in quota. Tendenzialmente gli escursionisti potrebbero trovarsi di fronte una vipera su pietraie, cumuli di pietre o mucchi d’erba nelle ore mattutine, al sorgere del sole, quando esce per riscaldarsi ai primi raggi.
È proprio in quel momento della giornata che la vipera, essendo più lenta nei movimenti, sarà più in pericolo e piuttosto che scappare tenderà a difendersi con il fatidico morso.
Fonte: https://www.agi.it/cronaca/news/2019-03-23/vipere_veleno_attacchi-5194924/
Conoscere per non temere: la vipera comune

La vipera comune (Vipera aspis) è l’unico serpente velenoso presente sulle nostre montagne. Ma prima di farvi prendere dal panico, sappiate che in Italia si registrano mediamente solo 20-30 morsi di vipera all’anno, e i casi mortali sono rarissimi – praticamente limitati a persone con gravi problemi di salute o che non ricevono cure tempestive.
Le vipere vivono in ambienti rocciosi, pietraie, muretti a secco, ma anche nei boschi e nei prati fino ai 2500 metri di altitudine. Amano il sole e il calore, quindi le ore più a rischio per incontrarle sono quelle più calde della giornata, soprattutto in primavera e estate. In realtà, visto che si muovono al mattino presto o al tramonto, è bene stare attenti in questi orari.
Attenzione ai cespugli, che è dove si riparano e soprattutto a quelli di rododendro, in cui amano rifugiarsi, e le pietraie, e le zone al limitare del bosco. Dove finisce il bosco, ci sono cespugli e poi magari un pianoro, è possibile che sia una zona che amano per cacciare.
Come riconoscere una vipera
La caratteristica più evidente è il disegno a zigzag sul dorso, anche se non tutte le vipere ce l’hanno ben marcato. Altri elementi distintivi:
- Testa triangolare ben distinta dal collo
- Pupilla verticale (come quella dei gatti)
- Corpo tozzo e coda che si assottiglia bruscamente
- Lunghezza tra i 40 e 70 cm di solito
La differenza principale con i serpenti innocui come il biacco o la natrice è nella forma della testa: i serpenti non velenosi hanno la testa ovale e allungata, non triangolare.
Vestirsi per la montagna (e per la sicurezza)
L’abbigliamento giusto è la vostra prima linea di difesa. Quando cammino in zone dove so che potrebbero esserci vipere, seguo sempre queste regole:
Scarponcini alti e robusti sono fondamentali. Mai camminare con scarpe basse o, peggio ancora, sandali aperti. I miei scarponcini da trekking mi hanno salvata più volte, non solo dalle vipere ma anche da spine, sassi taglienti e terreni scivolosi.
Pantaloni lunghi e resistenti sono un must. Evitate assolutamente shorts e bermuda. I pantaloni da trekking in tessuto tecnico sono perfetti: proteggono e lasciano traspirare la pelle.
Ghette o gambali possono essere un’ottima aggiunta, soprattutto se camminate tra erba alta o sottobosco.
Camminare con intelligenza
Il segreto per evitare incontri spiacevoli è fare rumore. Le vipere percepiscono le vibrazioni del terreno e tendono a scappare quando sentono arrivare qualcuno. Camminate con passo deciso, parlate con i vostri compagni di escursione, usate i bastoncini da trekking che battono sul terreno.
Mai mettere mani o piedi dove non riuscite a vedere bene: sotto sassi, in buchi, tra la vegetazione fitta. Se dovete scavalcare un muretto o un tronco, controllate sempre dall’altra parte prima di saltare.
Nelle giornate molto calde, fate attenzione alle zone d’ombra dove le vipere potrebbero essersi rifugiate per sfuggire al sole. Questo include l’ombra degli alberi, delle rocce, i cespugli di rododendro, ma anche quella del vostro zaino se lo appoggiate a terra!
L’ora giusta per camminare
Le vipere sono più attive nelle ore più calde, tra le 10 e le 16. Se possibile, programmate le vostre escursioni nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio. Non solo eviterete i momenti di maggiore attività dei serpenti, ma camminerete anche con temperature più gradevoli.
Se incontrate una vipera
La regola d’oro è semplice: fermatevi, allontanatevi lentamente, non fate movimenti bruschi. La vipera non ha alcun interesse ad attaccarvi, vuole solo essere lasciata in pace. Nella stragrande maggioranza dei casi, se non la disturbate, si allontanerà da sola.
Mai tentare di ucciderla o scacciarla con bastoni o sassi. È così che avvengono la maggior parte degli incidenti: persone che cercano di “fare gli eroi” invece di semplicemente cambiare strada.
Se siete su un sentiero stretto e non riuscite a passare al largo, aspettate pazientemente che se ne vada, oppure tornate indietro e cercate un percorso alternativo.
Cosa fare in caso di morso (ma cercate di non arrivare a questo punto!)
Se nonostante tutte le precauzioni dovesse succedere l’impensabile, la cosa più importante è non farsi prendere dal panico.
- Chiamate immediatamente il 118 e descrivete la situazione. Se siete in montagna, fornite la vostra posizione GPS precisa.
- Non fate lacci emostatici, non incidete la ferita, non succhiate il veleno come nei film. Queste pratiche da “manuale di sopravvivenza” possono causare più male che bene e aggiungere infezioni e ferite.
- Tenete la parte morsa ferma e più in basso rispetto al cuore se possibile. Rimuovete anelli, orologi o indumenti stretti prima che si manifesti il gonfiore.
- Fotografate il serpente se riuscite a farlo in sicurezza: aiuterà i medici a identificare la specie e scegliere il trattamento più adatto.
E il siero antivipera? Un tempo si usava questo siero “antivipera”, che si teneva in frigo e si usava in autonomia all’occorrenza. Oggi non è più possibile usarlo in modo casalingo perché si è visto che i casi si shock anafilattico per uso improprio al di fuori dell’ambiente ospedaliero erano molto elevati. Quindi viene somministrato solo in ospedale insieme ad altre terapie.
Fake news sulle vipere: sfatiamo qualche mito
- “Le vipere saltano addosso alle persone”: falso. Le vipere non saltano e non attaccano a meno di non essere messe alle strette o calpestate.
- “Il morso di vipera è sempre mortale”: falso. Con le cure moderne, la mortalità per morsi di vipera è praticamente azzerata.
- “Bisogna portare sempre il siero antiveleno in montagna”: falso e pericoloso. Il siero va somministrato solo in ospedale, dopo aver valutato se è necessario.
- “Le vipere inseguono le persone”: falso. Le vipere scappano sempre quando possono.
La montagna è di tutti
Quello che ho imparato in anni di escursioni è che la montagna non è un parco giochi costruito per noi. È un ecosistema complesso dove anche le vipere hanno il loro ruolo importante: tengono sotto controllo la popolazione di roditori e fanno parte dell’equilibrio naturale.
Con un po’ di attenzione e rispetto, possiamo goderci le nostre escursioni in totale sicurezza. L’importante è essere preparati, non spaventati. La differenza è sostanziale: essere preparati significa conoscere i rischi e saperli gestire, essere spaventati significa rinunciare alle bellezze che la montagna ci offre.
Le vipere, in fondo, sono come noi: vogliono solo vivere in pace nel loro ambiente. Rispettiamo questo desiderio, e loro rispetteranno il nostro diritto di camminare sui sentieri in sicurezza.
Proteggere i cani dal morso della vipera
Una delle domande che mi fate più spesso sui social è: “E se vado in montagna con il mio cane?”. È una preoccupazione più che giustificata, perché i nostri amici a quattro zampe sono paradossalmente più a rischio di noi quando si tratta di vipere.
Perché i cani sono più vulnerabili
I cani camminano con il naso praticamente attaccato al terreno, fiutano ovunque, cacciano il naso sotto i sassi e tra l’erba alta – esattamente tutti i comportamenti che noi cerchiamo di evitare! Inoltre, il loro istinto li porta spesso ad aggredire quello che percepiscono come una minaccia, invece di allontanarsi come faremmo noi.
Mi ricordo di Belzebù, una meticcina simil jack russell, che durante un’escursione ha iniziato ad abbaiare furiosamente contro un cespuglio. Quando ci siamo avvicinate, abbiamo visto un serpente (non so cosa fosse, se una vipera o no) che cercava di nascondersi. Per fortuna avevamo Luna al guinzaglio, altrimenti la situazione sarebbe potuta degenerare rapidamente.
Vacanze con il cane: come proteggere dalle vipere Fido
Tenete il cane al guinzaglio, soprattutto in zone rocciose, tra muretti a secco o nell’erba alta. Lo so, lo so, fa piacere vedere il nostro peloso correre libero sui prati, ma nei punti più a rischio è meglio tenerlo sotto controllo.
Scegliete sentieri ampi e ben battuti quando possibile. Evitate di far passare il cane in mezzo alla vegetazione fitta o di lasciarlo esplorare anfratti e pietraie senza controllo.
Fate attenzione ai segnali del vostro cane: se si ferma improvvisamente, ringhia o abbaia verso un punto specifico, non ignorate il suo comportamento. I cani hanno sensi molto più sviluppati dei nostri e potrebbero aver percepito la presenza di un serpente prima di voi. E ovviamente non fatelo avvicinare.
In caso di morso al cane
Purtroppo, se un cane viene morso da una vipera, la situazione è più seria che per noi umani. Il veleno agisce più rapidamente a causa del peso corporeo minore, e i sintomi possono essere gravi: gonfiore rapido, difficoltà respiratorie, vomito, collasso.
Portate immediatamente il cane dal veterinario più vicino o chiamate un servizio veterinario di emergenza. Non aspettate “per vedere come va” – con i cani il tempo è davvero cruciale.
Non date mai farmaci umani al cane senza aver sentito il veterinario. Antistaminici e antidolorifici che per noi sono innocui possono essere tossici per loro.
Tenete il cane calmo e fermo durante il trasporto, per rallentare la circolazione del veleno. Se il morso è su una zampa, potete applicare delicatamente del ghiaccio avvolto in un panno.
Il kit di emergenza “pet-friendly”
Quando esco con cani, aggiungo sempre al mio zaino:
- Contatti dei veterinari della zona
- Una coperta leggera per avvolgere il cane in caso di shock
- Acqua extra anche per lui
- Un collare e guinzaglio di riserva (mai fidarsi solo di quello che indossa)
La regola principale per proteggersi dalle vipere in montagna resta sempre la prevenzione: un cane ben controllato ha molte meno probabilità di cacciarsi nei guai. E ricordate che molti rifugi e agriturismi di montagna accettano animali domestici – informatevi prima di partire per avere sempre un punto di riferimento sicuro lungo il percorso.
Non rinunciate alle escursioni con il vostro fedele compagno, ma fatelo in modo responsabile.
Avete mai incontrato una vipera durante le vostre escursioni? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti, sarà utile anche ad altri lettori per imparare a gestire queste situazioni.

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista dal lontano 2003! Lavoro in un’agenzia di comunicazione e mi occupo di viaggi e agroalimentare.
Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura, mobile journalism.
Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

