Illuminati sulla via Francigena, Siena mon amour

pellegrini sulla Francigena
il gruppo in cammino sulla Francigena

Oggi partiamo da “Domani potresti aver voglia di camminare”. Nonostante la pioggia. Nonostante il freddo. Nonostante le gambe non abituate alla fatica. Ed è vero: quando inizi a camminare poi la voglia ti viene. C’è stato bisogno di lasciar sedimentare questa viandanza, anche perché la seconda tappa di CamminaFrancigena è stata dura e senza il gruppo in alcuni tratti sarebbe stato difficile continuare a causa della fatica e di qualche salita lungo il percorso da Torrenieri – Buonconvento fino a Lucignano d’Arbia.

Per chi non è avvezzo alle camminate avere compagni di viaggio è fondamentale. Siamo stati cullati dal vento e dalle dolci pendici dei poggetti. La fatica e il cammino hanno spinto  al racconto: ognuno ha parlato un po’ di sé.

Pian piano e ti accorgi che il percorso è una cornice, un acquerello dove forse sei un puntino, magari uno sbaglio dell’artista che cammini attraversi una cartolina raccogliendo tutti i verdi della Toscana, i profumi di erba e quando si arriva nei borghi sono gli odori delle case toscane con il camino e i cocci a far sognare un po’.

Sulla Francigena la concentrazione e la difficoltà che sembrano assorbire tutta l’essenza  scompaiono mentre sei a caccia della meta. Sentiamo il Festival della Viandanza entrare prepotente nel nostro cammino: una manifestazione che ci sembrava lontana e prende sempre più forma definita.

Che vuol dire Festival della Viandanza? Perché camminare? Continua a venirmi in mente Enzo Jannacci con le sue canzoni, mentre cammino come un refrain. E poi un momento personalissimo: durante un’intervista che gli feci lui continuava a camminare e mi disse che non poteva stare fermo, camminare gli faceva bene.

VeDe

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