Città vs provincia: l'abbigliamento e la tuta mollina

Uno spettro si aggira per la provincia: la tuta mollina!

Nell’eterna “lotta” città vs provincia, un capitolo a sè lo merita l’abbigliamento. Già perchè passeggiando per le strade di Milano se hai l’occhio allenato quello che viene da fuori lo becchi subito: viene dalla provincia se è vestito più pesante tipo una cipolla multistrato di tessuto.

Sarà il microclima metropolitano, sarà il cemento, sarà la latitudine, fatto sta che a Milano fa sempre più caldo rispetto a fuori. E così, il povero pendolare che si macina in treno le ore tutti i giorni per andare al lavoro, deve intabarrarsi per attendere la sua carrozza al gelo sul binario al paesello, per approdare infine alla stazione cittadina tipo col piumino mentre loro, i cittadini, hanno già la giacca o il trench.
La cosa si fa più palese quando arriva la bella stagione. Tu hai ancora gli anfibi e il giubbino. Loro, i cittadini, osano già le infradito.
Da noi in provincia, o meglio al mio paesello, noto con orrore intanto che tarda a passare di moda la “moda della tuta”.
Nel senso che, per le strade, se ci fate caso in molti girano tranquillamente in tuta. Passino quelli che indossano con scioltezza un completo sportivo di Abercrombie.
No: in molti hanno proprio la tuta quella lucida. Niente a che vedere con lo stile “sciatto-chic delle celebrities paparazzate a Hollywood mentre passeggiano con l’immancabile caffè americano di Starbuck’s, Ugg Boots ai piedi e tuta comoda indosso.
No qui si parla di “tuta della casa”: quella un po’ mollina....
Vero è che anche in città certo non è tutto moda e passerelle. A partire proprio dalle modelle che in metropolitana sembrano più pipistrelli neri assonnati (con leggings e maxipull e le facce smunte) o ragni nevrotici (leggings su gambe scheletriche e giacchine su corpicini scheletrici e le facce smunte).
E poi vedo tanti negozi diversi di abbigliamento, ma , alla fine, dentro trovo praticamente gli stessi abiti. In sostanza, soprattutto tra le catene low cost, è una varietà molto “omologante”: tante insegne, poca originalità.
Insomma: come in tv!

 

AlFa

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