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Turismo sostenibile in Calabria Grecanica: dove si parla Griko e si beve vino afrodisiaco, tra borghi e parchi naturali

Da Bova Marina a borghi fantasma: Benvenuti in Calabria Grecanica.

Scordatevi il wifi, i resort di lusso che tanto piacciono a Briatore e le strade comode. All’estremo sud dello Stivale, a metà strada tra l’Aspromonte e la profumata costa ionica, il viaggio è lento e autentico alla scoperta della Bovesía o Calabria greca, un’area di solo 50 km dove si raggruppano pittoreschi borghi arroccati tra colline, faggeti, castagneti secolari e fiumare, testimonianze archeologiche di un passato remoto e centri d’arte d’origine ellenica.

Già, qui potete visitare un pezzo di Antica Grecia in Italia, come anche potete fare in Puglia, nella Grecia Salentina.

Ma potete anche vivere esperienze wild a pieno contatto con la natura, grazie alla vicinanza con l’Aspromonte.

Dove si parla Griko e si beve vino afrodisiaco

Condivido con voi questo articolo dell’Ansa che vi porta alla scoperta della Calabria grecanica.
Innanzitutto, un focus sulla collocazione: a sudest l’area è lambita dal mar Ionio, da dove arrivarono i Greci, mentre a ovest c’è l’Aspromonte che da sempre la protegge, isolandola dal resto della regione.

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Bagaladi, nella foto di Enzo Galluccio

Qui si parla ancora oggi il griko, un curioso dialetto calabro-ellenico, e si coltiva il vitigno Greco, che è il più antico d’Italia, portato in antichità dall’Ellade e amato dalla popolazione autoctona per le virtù afrodisiache; quasi scomparso negli anni Sessanta, è stato recuperato da alcuni viticoltori che oggi producono un ottimo passito dal colore e dal profumo intensi.

Bovesìa: itinerario tra la Calabria Grecanica

Si parte da Locri, che si riteneva fosse protetta da Afrodite, anticamente venerata nel santuario-tempio di Marasà, e si viaggia verso sud, lungo la costa ionica per una trentina di chilometri fino a Bruzzano e a Brancaleone, regno delle tartarughe caretta caretta e centro dove, nel 1935, Cesare Pavese scontò il proprio esilio politico.

Si prosegue lungo la costa fino a Bova Marina, dove si trovano numerose testimonianze archeologiche di un ricco passato, e percorrendo la strada comunale, stretta e tortuosa, che conduce verso l’interno, si arriva al borgo di Bova o Chçra tu vùa, dove fino al XVI secolo si celebrava il rito bizantino; anche qui si respira un’atmosfera greca per il dialetto e persino per i cartelli stradali scritti in griko. Nel periodo bizantino il borgo, che sorge a mille metri d’altezza, ospitava la sede vescovile ed era un importante centro culturale; oggi è un piccolissimo e delizioso borgo dove tutto ruota attorno al museo della lingua grecanica e dove i locali, le taverne e i bed and breakfast continuano ad avere nomi ellenici. E’ considerato un po’ la capitale della Calabria Greca e uno dei borghi più belli d’Italia.

Viaggiando verso nord, superata la fiumara di Amendolea, si raggiungono i borghi di Gallicianò, San Lorenzo e Bagaladi, dove tra aspre montagne, gole e dirupi, si apre una vallata coltivata a ulivi; qui si trovano antichi frantoi, alcuni dei quali recentemente recuperati, come quello di Jacopino con museo dell’olio e locali per degustazioni.

Borghi fantasma ed esperienze wild nella natura

Scendendo verso il mare, lungo sulla Provinciale 3, si attraversano due suggestivi borghi fantasma, Roghudi e Pentedattilo, che da qualche anno sono stati in parte recuperati dalle iniziative di “Libera”, l’organizzazione che lavora sui terreni confiscati alle mafie e alla ‘ndrangheta calabresi.
Qui piccoli gruppi di artigiani e artisti hanno creato botteghe, musei di tradizione popolari, spettacoli e rassegne cinematografiche che stanno ridando linfa nuova ai due borghi abbandonati. Il nome Roghudi deriva dal greco Rogòdes, “pieno di crepacci”, che evoca perfettamente l’ambiente che lo circonda; il borgo, infatti, è abbarbicato su uno sperone di roccia che si protrae dentro la fiumara Amendolea. Più vicino al mare c’è Pentedattilo, il cui nome significa “cinque dita”, per la forma simile a una mano del monte Calvario su cui è arroccato.

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Il borgo fantasma di Roghudi

Per visitare i due centri e le aree naturali che li ospitano, è bene affidarsi alle guide locali e alle cooperative di trekking e canyoning che organizzano le escursioni nella natura e le passeggiate tra i boschi, le cascate e lungo i dirupi fino ai punti più panoramici dell’Aspromonte.

Fonte: Ansa.it - Foto: Enzo Galluccio

Risorse utili:

Il parco della Calabria greca, che organizza anche tour, laboratori, con molte risorse culturali, anche sull’antica lingua del Griko => www.parco.calabriagreca.it

Turismo sostenibile in Calabria Greca: il portale dedicato, dove trovate anche pacchetti, dove dormire, guide e mappe, tante info utili => calabriagreca.it

I tour nelle parti di Parco naturale, a volte prevedono anche il pernottamento, e per l’inverno sono organizzati con gli sci da fondo e le ciaspole sui sentieri innevati.
 Per informazioni: www.aspromontewild.it e www.naturaliterweb.it (membro dell’associazione italiana Turismo Responsabile).
Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista su web e carta stampata da oltre dieci anni. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura.
Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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