Viaggiatori doc: Mauro Ladu, da ingegnere ambientale a fotografo di viaggi (e surf)

mauro ladu, emanuele reguzzoni,
Mauro Ladu, fotografato da Emanuele Reguzzoni (credits photo: Emanuele Reguzzoni)

 

Non è la prima volta che scrivo di Mauro Ladu, e mi piace quando possibile raccontare la sua storia e condividere la sua esperienza, perchè è un bell’esempio di iniziativa e self made man (e anche un bravissimo fotografo). Finalmente riesco a ospitare qui un’intervista a questo ragazzo che ha “mollato tutto”: lavoro e “certezze” della sua cittadina in provincia di Varese, per girare il mondo, lavorando, scattando foto e facendo surf. Foto dinamiche che comunicano energia, movimento, attimi in grado di raccontare delle storie dei più svariati Paesi del mondo.
Dalla sua esperienza ne è nata una nuova attività come fotografo freelance e un'agenzia, Photo Canarias, che fa anche workshop fotografici a Fuerteventura.
E ne nasce anche una domanda: siamo sicuri che sia stato Mauro a “mollare tutto”, oppure, a “mollare tutto” è chi ogni giorno non insegue il suo sogno e non fa di tutto per realizzarlo?
Comunque, lascio che a raccontarvi di Mauro Ladu sia appunto Mauro Ladu in quest’intervista, che per noi di Va’ a quel Paese si guadagna il bollino di Viaggiatore Doc. Grazie!

mauro ladu foto © Axel Piperno
Mauro al lavoro mentre scatta foto sott'acqua.
Credits photo: © Axel Piperno
    •  La prima domanda è la più ovvia, ma anche quella che fa capire perchè stiamo chiacchierando con te per questo blog. Raccontaci chi sei, dove vivi e cosa fai. 

Mi chiamo Mauro Ladu, nato a Busto Arsizio (va) nel 1979, laureato in ingegneria al politecnico di MIlano e ormai dal 2010 residente a Fuerteventura, Isole Canarie. Sono un fotografo freelance che lavora nel campo editoriale (principalmente sport acquatici e travel) e con il mio amico e collega Emanuele Reguzzoni dal 2011 organizziamo workshop e tour fotografici proprio qui a Fuerteventura sotto il nome di Photo Canarias.

    •   Raccontaci invece chi eri prima, cosa facevi e dove vivevi

Per i 3 anni precedenti, ero sempre Mauro Ladu, però vivevo a Busto Arsizio e facevo il pendolare tra la mia città e Varese (prima) e Milano (dopo) dove lavoravo come ingegnere ambientale.

    • Prendersi un anno sabbatico, come hai fatto tu prima di trasferirti in  Spagna, è difficile per un giovane italiano?

Non è difficile a patto che uno sia disposto a licenziarsi. Ci sono aziende che concedono aspettative più o meno lunghe ma solo se si hanno maturati diversi anni di servizio (in chiara antitesi con il fatto stesso di essere "giovane") oppure per motivi molto seri (di salute o di famiglia). Non è prevista l'opzione "ho voglia di vedere il mondo". Lavoro a parte, è ovvio che si deve disporre di un discreto budget da investire in biglietti aerei, ostelli, guest house, mezzi a noleggio etc etc. Ma anche questo, con un pò di sacrifici e pianificando il viaggio per tempo non è un ostacolo insormontabile. Terzo fattore, non indifferente, è la famiglia che in qualche modo deve accettare una scelta simile.

    • Che consigli daresti a chi vuole prendersi un anno di pausa per viaggiare?

Comprarsi un buono zaino, un quadernetto per appuntarsi nomi, luoghi, numeri di telefono, emozioni e sensazioni, di informarsi sulle stagioni dei paesi che si vogliono visitare in modo tale da non trovarsi divorati dalle zanzare in Cambogia o con le strade allagate nel nord dell'Australia e di informarsi sui vaccini necessari.
Un altro consiglio è di NON pensare a "...si...ma quando tornerò cosa faccio?".

    • Dal punto di vista burocratico, a cosa bisogna stare attenti?

Unicamente ad informarsi circa le modalità per ottenere i visti di ingresso nei vari paesi. In alcuni paesi, infatti, si ottiene un "visa on arrival" direttamente in aeroporto. Per altri è necessario chiedere il visto in anticipo presso un'ambasciata del paese in cui si vuole entrare.

    • La valigia del globetrotter: cosa non deve mancare mai per un bagaglio perfetto? Cosa hai lasciato durante il cammino e cosa invece hai preso

Una macchina fotografica e una piccola farmacia da viaggio. Cerco di non assumere mai farmaci ma se si è colti da qualche brutto virus intestinale e si viaggia soli e isolati, avere un primo soccorso è di grande aiuto. Durante il mio cammino ho lasciato in regalo praticamente tutti i miei vestiti, idem per piccolezze come torce, penne, aspirine che spesso mi venivano chieste da chi abita nelle regioni più remote che ho visitato.
Al contrario ho preso piccoli souvenir, stoffe, artigianato con il quale mi piace abbellire casa. Sono oggetti che sprigionano un'energia particolare!

deserto marocco foto di Mauro Ladu
Una foto di Mauro nel deserto in Marocco: "era l’alba nel deserto vicino al confine con l’Algeria. Vagavo alla ricerca di qualche bello scorcio quando da dietro una duna è apparsa quella figura. Il proverbiale trovarsi al posto giusto nel momento giusto".
    • Sei un fotografo: dal punto di vista dell’apparecchiatura fotografica, girare per il mondo o fare un bel viaggio è il sogno di molti amanti della fotografia: a volte però portarsi dietro tutto è difficile. A ciò si aggiunge la preoccupazione di essere derubati magari. Hai consigli in merito?

Concordo che sia difficile e a tratti limitante. Si deve essere costantemente all'erta e lo zaino con l'attrezzatura diventa un prolungamento naturale della schiena. Informarsi sempre presso la propria guest house circa le condizioni di sicurezza della città o della zona che si visita è buona abitudine. Pretendere una camera con una serratura (non è una cosa così scontata!) è un'altra. Comunque con una buona dose di buon senso si evitano situazioni spiacevoli.

    • Ci sono luoghi dove bisogna stare attenti a fare le fotografia? Una sorta di “galateo del fotografo in viaggio”?

Personalmente ho trovato pericolose le zone di frontiera del centro america e le zone di confine in genere. Ci sono spesso traffici loschi per cui un fotografo non è mai visto di buon occhio.
Il galateo del fotografo è anch'esso dettato dal buon senso: non fotografare anziani o bambini senza il loro consenso o quello dei genitori, e in generale chiedere sempre prima di scattare un ritratto.
Nelle zone di sepoltura o dove si officiano i riti funebri (penso all'India ad esempio) bisogna chiedere il permesso alla famiglia del defunto e così via. Un fotografo di viaggi é innanzitutto un ambasciatore del proprio paese per questo è importante cercare di essere il più possibili corretti.

    •  I luoghi che ami di più

Asia...India, Nepal, Cambogia, Indonesia!

    •   La tua prossima destinazione

Spero il prossimo inverno in Islanda per fotografare l'aurora boreale.

    LINK UTILI:

Sito personale di Mauro: www.mauroladu.com

Sito per iscriversi e partecipare ai  workshop fotograficiwww.photocanarias.com/it

 

fuerteventura
Una delle foto preferite di Mauro, scattata a Fuerteventura, che racconta così: " Ero sulla costa ovest di Fuerte con i partecipanti ad uno dei nostri workshop di fotografia. Mentre stavo parlando di “diversi punti di vista” mi sono abbassato sul bagno asciuga e quasi per caso ho scattato una foto che sarebbe diventata una delle mie preferite”

AlFa

One thought on “Viaggiatori doc: Mauro Ladu, da ingegnere ambientale a fotografo di viaggi (e surf)

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