monte generoso panorama

Una gita al Monte Generoso col trenino a cremagliera: sentieri, aria di montagna, prodotti tipici, design… a due passi da Milano

Il trenino a cremagliera si fa largo fra castagni, faggi, agrifogli, ginestre, pini e, in cima, raggiunge il Fiore di Pietra. La gita al Monte Generoso,in Svizzera, la montagna più vicina a Milano, parte da Capolago (Canton Ticino) dove prende il via la ferrovia che, scavata nella roccia nell’Ottocento, oggi, in 40 minuti, sale fino ai 1700 metri della vetta.

A destra il paesaggio è sulla pianura, a sinistra, ogni tanto sbucano i vari rami del Lago Ceresio, con Lugano, il ponte di Melide, Morcote. Alla sommità, l’emozione è quella di uno dei migliori balconi sulle Alpi col Monte Rosa e le Alpi Bernesi mentre, in caso di giornate terse, in lontananza sbuca pure il dente del Cervino. Il prezzo andata e ritorno è di 54 franchi (circa 50 euro), ma ci sono anche diverse agevolazioni e sconti.

Cosa fare sul Monte Generoso: sentieri, il Fiore di Pietra, cucina

fiore di pietra mario botta

Il Fiore di Pietra di Mario Botta

In cima, oltre a 50 chilometri di sentieri, vari belvedere e la Grotta dell’Orso a trenta minuti a piedi, il vecchio rifugio-albergo, ha lasciato posto a una struttura modernissima: il Fiore di Pietra. Un’opera d’arte realizzata dall’architetto Mario Botta che in fotografia non rende minimamente l’emozione capace di donare alla vista dal vivo.

Il ristorante (ma anche sala conferenze e terrazza all’aperto per eventi) è diviso su due piani. Sotto il self-service tipico delle montagne svizzere. Sopra un ristorante con tanto di chef stellato, Luca Bassan. E’ aperto dieci mesi l’anno tutti i giorni; aperture serali anche sabato, mentre venerdì con eventi a tema (su prenotazione) e negli altri giorni in caso che dei gruppi volessero riservare l’edificio per loro. Da assaggiare: in menu salumi ticinesi, oltre a dell’ottimo coregone (pesce del Lago Ceresio) al forno.

Per info: turismo Monte Generoso

Cosa assaggiare sul Monte Generoso: lo Zincarlin della Valle di Muggio, prodotto tipico

zincarlin formaggio

Alla scoperta dello Zincarlin: formaggio presidio Slow Food

Sul versante del Monte Generoso che dà verso il Lago di Como, i pascoli, i contadini e le mucche della Valle di Muggio, donano il latte per lo Zincarlin, un formaggio fresco o, al massimo, stagionato due mesi, come lo Zincarlin de la Vall da Mücc, ottenuto con l’aggiunta di erbe aromatiche e pepe. La sua forma è inconfondibile e ricorda quella di una tazzina capovolta e il sapore è particolarmente “importante” e quindi ideale da consumare in inverno, con la polenta. Mentre i formaggini freschi, deliziosi, sono perfetti per l’estate.

Tornando al “re” della tavola del Monte Generoso, lo Zincarlin de la Vall da Mücc, riconosciuto da Slow Food, è un formaggio a pasta cruda, la cui produzione è stata ripresa nel 2001, dopo una lunga diatriba sulla ricetta dove, alla fine, ha prevalso quella di mamma Olga.

Si produce di norma con latte vaccino, ma è tradizione aggiungere piccole quantità di latte di capra. La maturazione dei formaggini avviene in cantine semi-interrate a 11 gradi di temperatura interna e in quella che si è visitata, l’aria gelida arriva direttamente dalle viscere del Generoso tramite dei fori nelle pareti. A spiegarlo è Cristina Solari, una delle tante donne della società casearia che hanno portato lo Zincarlin da una produzione di 10 chili a di 120 chili al mese.

Un formaggino dal sapore particolare, intenso e soprattutto unico sul quale, per evitare lo sviluppo di muffe non desiderate, l’esterno è trattato con vino bianco e sale, quasi quotidianamente.

Dove trovarlo? Dal costo di 5-7 franchi a mini-forma, si può gustare nei grotti e ristoranti del Canton Ticino oppure è venduto anche in qualche supermercato della grande distribuzione.

Per informazioni: Zincarlin della Valle di Muggio.

Dal 2002 sono giornalista della Prealpina, il principale media della provincia di Varese e uno dei quotidiani più antichi d’Italia, dove mi sono specializzato in cronaca locale, politica ed economia. Qualche volta durante l’anno (augurandosi che le occasioni aumentino) mi concedo il piacere di diventare giornalista turistico ed eno-gastronomico. Apprezzo la qualità dei prodotti e la passione degli imprenditori impegnati nel turismo, specialmente nelle piccole realtà. Nelle recensioni non nascondo eventuali critiche, espresse sempre con garbo, stimolando sempre un miglioramento di chi è l’oggetto delle osservazioni.

Penso di essere ormai super specializzato nelle recensioni dei centri benessere, di cui amo particolarmente la “filosofia tedesca”. Mi piace la cucina e i ristoranti che promuovono menu arricchiti da piatti stagionali o da prodotti del territorio e soprattutto chi è capace di bilanciare la qualità con il conto finale. Amante anche del turismo dolce: passeggiate, biciclettate, del mare come della montagna. Non chiedetemi di viaggiare in volo oltre le 3-4 ore, altrimenti potrei dirottare l’aereo.

Leave A Comment?