rifugio adamoli Cuvignone

Il rifugio Cai Adamoli, all’Alpe Cuvignone. Una storia d’amore

Io amo i rifugi di montagna, perchè ognuno ha la sua storia, le sue caratteristiche, i suoi piatti forti e insomma il suo "carattere". Proprio come i loro gestori. Dopo avervi parlato del mitico Matteo Guglielmini del Rifugio Dumenza, oggi vi parlo di un altro rifugio in provincia di Varese dove passo spesso: il Rifugio Cai Adamoli all'Alpe Cuvignone.

Questo angolo di montagna, molto bello, è il posto ideale dove fermarsi per una cioccolata, uno spuntino o un pasto dopo aver camminato, magari dopo un'escursione come quella da Laveno al Monte Crocetta, che passa proprio vicino a qui. conserva ancora "l’anima" dei soci fondatori che, nel 1930, crearono l’allora sottosezione del Cai di Varese per poi, nel novembre dell’anno successivo inaugurare la capanna-rifugio (prima come piccola baita per mangiare la polenta alla domenica), affiancata poi da un secondo edificio, per ospitare i ragazzi.

Lupetta e un amico peloso (c'è anche un asinello)

rifugio adamoli in estate

Il rifugio in estate

Il rifugio è dedicato al nipote del senatore Giulio Adamoli, morto a 20 anni, a cui sono dedicati altri edifici a Besozzo, suo paese di nascita. Per ricordarlo, la famiglia diede un forte contributo in denaro per la costruzione della struttura.

Oggi il rifugio è vivo più che mai, anche in inverno, grazie a due persone speciali, Enrico e Daniela, lui del Varesotto, lei toscana, lui già gestore in un mitico circolo di paese, a Monvalle, dove era conosciuto con il soprannome di "Que Que" (ma non so il perche!, ndr), lei che ha lasciato uno degli ambienti mondani e festaioli per eccellenza, Viareggio, per vivere una vita semplice nelle alpi. Un mix che ha reso questo posto speciale, a cui si unisce Lupetta, il loro cagnolino.

Ho scritto di loro qualche tempo fa sul settimanale Lombardia Oggi, e ripropongo oggi qui l'articolo modificato, in modo da poterlo aggiornare e aggiungere storie e dettagli.

Il Rifugio Adamoli

rifugio adamoli Cuvignone

Il rifugio Adamoli in inverno

Il rifugio Adamoli in inverno

Cammina con qualunque tempo, il grano matura con il sole e con la pioggia

E' la massima incisa sul pannello di legno «segnatempo» al Rifugio Adamoli, appena sotto il Passo del Cuvignone, a circa mille metri di altezza tra la Valcuvia e il Luinese. In basso, il panorama abbraccia il lago Maggiore luccicante di sole e le montagne che lo circondano. Il caldo, la ressa, l’afa e le auto a quasi mille metri di altitudine sembrano così distanti, come una realtà parallela, bloccati dalla leggera foschia iridescente che si alza dal lago.

Al rifugio Adamoli, 997 metri di altezza, verso il Passo del Cuvignone, l’aria profuma di erba e di pini, è fresca e leggera. In inverno, quando sotto l'aria comincia già a profumare di primavera, come verso la fine di febbraio, può darsi che lassù ci sia ancora la neve, che il passo sia chiuso e che si debba raggiungere il rifugio a piedi.

La vita di rifugio è così, e accoglie gli amanti dei grandi spazi come si fa con un amico che torna a casa.

Il gestore

La casetta del Cai Besozzo, circondata da pinete e da belle strade ondulate, ideali per gli amanti delle salite in bici o in moto, da circa un anno e mezzo è animata dal nuovo gestore, Enrico Finotto, 54 anni. Poi, nella vita di Enrico, proprio come racconta il pannello segnatempo, sono arrivati il sole e la pioggia ma lui è maturato lo stesso. Ci sono state tante cose ma quel sogno, di gestire un giorno un rifugio di montagna, non lo ha lasciato mai. Ora è realtà.

Dentro al rifugio

Come si diventa gestore di un rifugio? Lo spiega Enrico: "È una scelta di vita direi. Daniela ed io abbiamo fatto questa scelta o meglio, abbiamo cominciato a concretizzarla circa un anno fa, quando siamo venuti su per turismo e al rifugio abbiamo conosciuto precedente gestore. Abbiamo parlato, scoperto che c’era possibilità di fare questa esperienza. Insomma, è arrivato il momento giusto.  Gestire un rifugio è un modo per fare accoglienza, di rapportarsi all’ambiente, ai clienti, al lavoro, più autentico da un certo punto di vista. Con ritmi più umani".

Una storia d'amore

Per la qualità della vita, per le cose vere, per la montagna. A dare una mano a Enrico ci sono degli aiutanti speciali. C’è Daniela, la sua compagna, che ha scelto di trasferirsi sulle Prealpi da Viareggio: da uno dei lidi mondani per eccellenza, agli ambienti alpini al confine con la Svizzera. E poi c’è Lupetta, un cagnolino giocherellone mite e sempre a caccia di coccole.

Amore per la qualità della vita, per le cose vere, per la montagna.

In quell'occasione chiesi a Enrico cosa amasse di più di questo suo mestiere: «Amo stare quassù. So che sembra vago, ma è tutto qui. Staccarsi un attimo da alcuni ritmi. Vivere a contatto con la natura. Al momento siamo così entusiasti che non odiamo nulla. Certo, siamo consapevoli che non è un’impresa semplice. Ci siamo dati un anno di tempo per capire bene com’è. Sappiamo che l’inverno sarà lungo e difficile ma abbiamo buona volontà e siamo fiduciosi. La nostra idea è di mantenere un’ apertura regolare, magari in inverno con un paio di giorni di riposto ma finché non nevica, cercheremo di restare aperti».

Oggi Enrico e Daniela, a distanza di un anno da cui scrissi per la prima volta di loro, non solo son riusciti a portare avanti l'attività anche in inverno, ma si sono sposati, e a loro vanno i miei più cari auguri.

La cucina

La cucina del Rifugio Adamoli è semplice, di montagna. Diversi formaggi sono quelli della zona: dalla Valcuvia ma anche dal versante piemontese, come la toma della Valdossola, salumi e ogni tanto qualche cinghiale quasi a km0.

polenta e cinghiale rifugio adamoli

Polenta e cinghiale.

Da provare, la polenta col brasato e lo spezzatino di funghi quando c'è. Anche i tagliere di salumi e formaggi mentre si aspetta il pasto caldo è una coccola a cui abbinare un buon bicchiere di rosso della casa dopo una lunga camminata. In estate si può mangiare fuori, in inverno c'è spazio dentro, con il calore di stufa e camino e tanta luce.

Le torte sono buone: c'è anche quella di pane, una antica ricetta povera della tradizione, e poi la crostata di mele, e quella coi frutti di bosco. Il caffè è quello vero, per me il più buono, con la moka, e al bancone potete assaggiare grappe e distillati di montagna.

La torta di pane

La torta di pane

Sentieri nei dintorni

Sentieri rifugio Adamoli

Dal Rifugio Adamoli del Cuvignone ci sono numerosi  sentieri e itinerari per gli escursionisti di ogni livello che amano passeggiare o fare belle foto.  Ad esempio, seguendo i Pizzoni si può arrivare a Laveno. Oppure, partendo da Caldé frazione di Castelveccana, si può salire con un sentiero che si chiama La Cresta e arrivare fino a sotto il rifugio: sono circa un paio d’ore e mezza di cammino, ad andatura turistica... Qui attorno ci sono anche begli itinerari verso il Monte Nudo, e il Monte Crocetta. Dura solo 5 minuti la passeggiata verso il belvedere vicino al rifugio, dove potete osservare  uno dei belvedere più spettacolari sul lago: si tratta del caratteristico balcone naturale del Poggiolo, dove lo sguardo spazia sul lago Maggiore, sul Rosa, sullo Zeda e su numerose altre cime dell’arco alpino.

 

Sentiero al Poggiolo dal Rifugio Adamoli

Verso la passeggiata panoramica dal Rifugio Adamoli

Il Belvedere a pochi minuti dal rifugio sul Lago Maggiore

Il Belvedere a pochi minuti dal rifugio sul Lago Maggiore

INFO UTILI:

9 posti letto, almeno una cinquantina quelli a sedere in esterna e altrettanti all’interno. Per informazioni e prenotazioni: tel. 366.7012735. Altre info qui: https://www.rifugi.lombardia.it/varese/castelveccana/rifugio-de-grandi-adamoli.html

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista su web e carta stampata da oltre dieci anni. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura.
Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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