Pendolari dimenticati

Non parlano di loro le istituzioni se non in caso di incidenti come quello terribile di oggi. Subiscono disservizi quotidiani, rincari delle tariffe, scioperi che danneggiano solo loro. Non parlano di loro i travel blog fighetti per cui viaggiare nei treni "dei locali" è un'esperienza di "turismo lento".

Non parlano di loro i giornali di viaggio e i politici, se non per tagliare qualche nastro, per dire che alla fine servono i servizi dell'alta velocità e chissene dei regionali, e per farsi belli in campagna elettorale.

Eppure loro sono i veri viaggiatori: persone che ogni giorno sacrificano ore per raggiungere il posto di lavoro. Che prendono treni SEMPEE IN RITARDO. Che devono organizzare il bagaglio alla perfezione per farci stare dentro computer, pranzo per la pausa e magari la borsa della palestra per dopo lavoro, ultimo tentativo di guadagnarsi qualche momento per sé in giornate scandite da sveglie, orari, corse, viaggi in piedi e "ci scusiamo per il ritardo".

Pendolare in attesa del treno

Mettono in atto percorsi di mobilità virtuosa prendendo i mezzi anziché l'auto. Eppure è come se non esistessero. Troppo stanchi e impegnati nella routine a volte per protestare o ricevere rimborsi o risposte in un mondo, quello dei treni, che sembra un paradossale Castello kafkiano. Fateci caso, forse non lo sapete ma in molte stazioni locali non c'è più nemmeno la sala d'attesa e devi aspettare fuori, qualunque condizione meteo sia.Ma le aggressioni a bordo? I ritardi? Lo spazio che non c'è ? I prezzi degli abbonamenti che salgono?

Pendolari
In Lombardia, sulle 60 linee gestite da Trenord (a cui bisogna aggiungere le Frecce dell'Alta velocità che pure accolgono una quota di pendolari), viaggiano 750 mila persone per il 70% dirette verso una delle 23 stazioni di Milano. Si spostano per lavoro: 28,6%; studio: 22%; affari: 20,5%; sport, tempo libero: 14,8%; acquisti e commissioni: 6,1%; visite mediche: 3,7%; vacanze, turismo: 2,1%; altro: 1,8%; non indicato: 0,4% (fonte: Trenord).
Passaggi a livello da superare lungo i cento chilometri tra Mantova e Cofogno: 57. [Bettoni, Corriere della Sera].

Oggi persone sono MORTE andando al lavoro in condizioni di viaggio e infrastrutture che provocano rabbia e frustrazione.

Persone che come noi si lamentavano con parenti e amici di quei treni sempre in ritardo, sempre rotti, con a bordo tipi loschi e strani giri, bagni inutilizzabili, sporcizia, posti a sedere che all'ora di punta ti sogni.

Oggi solo silenzio e voglia che qualcosa possa cambiare e che viaggiare in treno per andare al lavoro sia un'opzione di energia pulita e di mobilità sostenibile . Non di disagio e morte.

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista su web e carta stampata da oltre dieci anni. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura.
Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.
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