guida Michelin

Come nasce la Guida Michelin una guida per viaggiatori

La famosa Guida Michelin, che oggi ha OSATO togliere una stella ai giganti della cucina italiana come Carlo Cracco e Claudio Sadler, nasce come guida per viaggiatori avventurosi. Già, perché quando nacque (ovvero nel 1900, e in Italia la prima Guida Michelin è arrivata nel 1956.), era una piccola guida voluta dai fratelli Édouard e André Michelin, i fondatori della Michelin, per aiutare le poche migliaia di automobilisti francesi alle prese con un viaggio che, allora, era appunto spesso avventuroso. Non c'era Google Maps, non c'erano navigatori e App da viaggio. Era un vero viaggio.

Così ti prendevi la tua bella guida con informazioni pratiche (dove fare rifornimento, dove trovare un’officina, dove cambiare i pneumatici) e indicazioni su dove mangiare e dormire. Doveva essere sintetica, funzionale, e AFFIDABILE.

La Guida Michelin nasce quindi come aiuto per chi viaggia, come ogni prodotto (pneumatici, carte e guide) Michelin, e continua ad esserlo.

Dicevamo appunto che doveva essere affidabile: non c'erano Tripadvisor o social media. con le opinioni degli utenti. Servivano quindi rigorosi criteri di selezione. Questi ancora oggi, applicati in modo omogeneo in 28 paesi, rendono la Guida Michelin un riferimento nel campo della ristorazione.

I criteri della Guida Michelin

Qualità dei prodotti, gusto e abilità nella preparazione dei piatti e nella combinazione dei sapori, cucina rivelatrice della personalità dello chef, rapporto qualità/prezzo e continuità nel tempo e nel menu. Questi criteri sono rispettati dagli ispettori Michelin in Italia, come in Giappone o in Cina e negli Stati Uniti. Ne consegue che la qualità di un ristorante tre stelle è la stessa a Firenze e a New York, così come dev’essere equiparabile la qualità di un ristorante una stella a Napoli e a Londra.

Gli ispettori Michelin...altro che agenti segreti!

Uno dei lavori dei sogni. Lavorano in incognito, girano il mondo tra hotel e ristoranti e non possono parlare del loro mestiere nemmeno con la loro famiglia. Michelin vieta loro di incontrare i giornalisti e richiede totale riservatezza. Un alone di mistero che rende questo mestiere ancora più affascinante. I suoi ispettori operano in modo anonimo e non possono usare nemmeno i social network. Per valutare i locali seguono un'unica metodologia in tutto il mondo e pagano il conto al ristorante, valutando esclusivamente la qualità della cucina in base ai Criteri Michelin.

La Guida Michelin 2018... in pillole

  • Sono più di 300 le novità contenute nella 63a edizione della Guida MICHELIN Italia, che propone ai suoi lettori oltre 5.300 alberghi e ristoranti.
  • Tra i 2700 ristoranti:| 504 propongono un pasto completo a meno di 25 €;  2086 propongono un buon pasto con prodotti di qualità. Ci sono 258 Bib Gourmand, di cui 17 novità.
    La faccina sorridente dell’Omino Michelin che si lecca i baffi indica un ristorante che propone una piacevole esperienza gastronomica, con un menu completo a meno di 32 € (35 € nelle città capoluogo e nelle località turistiche importanti). Le due stelle significano appunto che il locale merita una deviazione.
  • La Guida Michelin non è solo cartacea oggi. Tutti i ristoranti della Guida Michelin Italia si trovano anche nella app Michelin Ristoranti, scaricabile gratuitamente per iOS e Android.
  • Molto ricco di informazioni è il sito www.guida.michelin.it, che funziona come motore di ricerca della Guida Michelin Italia, e permette di scegliere un ristorante secondo gusti, occasioni, anche budget.
    A ogni ristorante corrisponde una descrizione dettagliata, con contenuti esclusivi sui ristoranti stellati e gli chef.
  • Inoltre, il sito contiene una sezione editoriale in cui si trovano ristoranti, novità in anteprima e itinerari suggestivi segnalati dagli ispettori durante il loro continuo, ma sempre nuovo, “Viaggio in Italia”.

 

Ciao, sono Alessandra, faccio la giornalista su web e carta stampata da oltre dieci anni. Le mie passioni? Viaggi, storie autentiche, natura.
Non serve andare lontano per stupirsi. Quello che serve a un viaggiatore sono occhi aperti e buona memoria.

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