Breve viaggio nell’Irlanda del Nord #3: i murales di Belfast [gallery foto]

Breve viaggio nell’Irlanda del Nord #3: i murales di Belfast [gallery foto]

Siamo alla terza tappa del breve viaggio in Irlanda del Nord di Carlo Colombo, curatore de “Tre mesi in Portogallo nel 1822. Oggi andiamo a passeggio tra i murales di Belfast, che raccontano storie e, come un album fotografico da sfogliare camminando, ripercorrono i volti dei protagonisti che si sono battuti per libertà e fratellanza.

"Entrare in una città che vanta i natali della più spettacolare tragedia del Novecento, non è proprio di buon augurio.

A Belfast, non si trova locale che non abbia almeno una fotografia a parete del Titanic.

Il gigantesco transatlantico, naufragato a meno di un mese dal varo, prese forma nei cantieri navali di questa capitale d’Irlanda, rimasta affezionata all’Union Jack.Recente è la creazione di un museo dedicato alla celebre vittima dell’iceberg e della malasorte.

Un museo a cielo aperto, invece, sta agli angoli di due strade che corrono parallele nella geografia della città, come nella storia di due nazioni. Sono la cattolica Falls Road e la protestante Shankill, dove splendidi murales testimoniano le lacerazioni chiamate “troubles”.

Bobby Sands
Bobby Sands

La dimostrazione di appartenenza che accende i quartieri rivali di Belfast coinvolge le squadre di Glasgow: a Falls Road si vedono solo le bandiere banco-verdi del Celtic, mentre a Shankill si tifa Rangers o, al limite, Liverpool.

Anche così, le due anime dell’Irlanda del Nord si mantengono divise e avversarie. Tra loro distanti 500 metri, le due tifoserie sono separate da un doppio cancello, posto sulla strada di raccordo, ora lasciato aperto e sguarnito, nel mezzo del quale una zona franca ricorda che, non più tardi di vent’anni fa, di lì passava il confine tra due nazioni in guerra.

Il lungo muro che accompagna al valico, però, è un muro di pace: qui i murales raffigurano Madre Teresa, Nelson Mandela e altri emblemi della riconciliazione. Nessun santo potrebbe essere più appropriato di Mandela per gettare un buon auspicio sulla marcia verso la pace.

L’idea che ispirò la repressione protestante non doveva essere troppo estranea al razzismo, che aveva retto il sistema dell’apartheid in Sudafrica e girava a pieno regime in quegli anni: come a Johannesburg e Pretoria, anche a Belfast e Derry la minoranza protestante si è dimostrata impermeabile alla popolazione locale e si è nutrita di rivalsa nei confronti dei propri persecutori di un tempo – come dimenticare gli sfaceli del duca d’Alba nelle Fiandre? –, scambiando la difesa con il sopruso.

Ognuno pianga i propri morti a modo suo, ma sui muri la differenza si nota. Non illuda troppo la mano tesa all’ingresso del quartiere, dove i cordoli dei marciapiedi sono colorati di rosso bianco e blu, a guisa della bandiera britannica...

Prossime tappe, Shankill Road e Albert Memorial Road...
Ripercorri le altre tappe del breve viaggio in Irlanda del Nord

  1. Irlanda del Nord #1 – La spiaggia di Benone
  2. Irlanda del Nord#2 La tenuta di Downhill e il Mussenden Temple
  3. Irlanda del Nord #3: Belfast e i suoi murales

Scopri Tre mesi in Portogallo di Carlo Colombo

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Carlo Colombo

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